mercoledì 29 agosto 2012

L'alba di un giorno nuovo, di Ornella Albanese




Ambientazione: Italia, XIX secolo.

 Il duca Augusto Artieri, in vacanza in Sicilia presso l’amico Aleardo, mentre sta cavalcando all’alba nel bosco viene colpito da una visione che lo incanta: una giovane donna bionda ed eterea che gioca leggiadra nei pressi di un ruscello, seguita da un gigante rozzo che non la perde di vista un minuto, e che la chiama principessa.
Rimane talmente affascinato dalla bella sconosciuta che dopo giorni di appostamenti vani, riesce a conoscerne almeno il nome : si chiama Aurora e il suo amico, un ragazzo mentalmente ritardato, Bartolo. Tra Aurora e Augusto è colpo di fulmine, tanto che lui le promette che tornerà presto a prenderla per sposarla.
Ma quando torna a casa a Firenze viene improvvisamente travolto dai doveri che impongono la sua posizione, soprattutto dopo il colpo apoplettico che ha ridotto il padre immobile in un letto: e così Augusto rinuncia al suo sogno, fidanzandosi con la tranquilla cugina Enrichetta, occupandosi della madre, della sorella Virginia e dell’eccentrico zio Adalberto. Quando ormai il suo destino sembra ormai rassegnato ad una vita dedita ai doveri, Aurora ricompare improvvisamente nella sua vita , scompigliandola di nuovo…. e questa volta in modo molto più decisivo.



 Leggendo questo romanzo di Ornella Albanese mi è sembrato per molti aspetti di leggere una favola; partendo dall’inizio, quando viene narrato il primo incontro tra i due protagonisti, in un ambiente bucolico che contribuisce ad aumentare la già forte sensazione favolistica che si prova nella descrizione di come Aurora appare ad Augusto quando lui la intravede: non a caso viene paragonata a una ninfa. A me personalmente è sembrata una specie di fata messa sulla via del protagonista da qualche forza benigna per premiarlo dei suoi sforzi per condurre una vita onesta e corretta, abbastanza sacrificata ai bisogni della famiglia e ai doveri imposti dal suo grado, perché Augusto è così: un giovane responsabile e maturo che, nonostante covi voglia di evasione sotto la cenere, sa frenare i suoi impulsi per assolvere ai suoi obblighi,anche se questo non è sempre positivo… e anche qui l’arrivo improvviso di Aurora nella sua casa  appare come una specie di “pro memoria” su questo fatto. Aurora è la luce, è come un raggio di sole nella vita del protagonista… la trama in sé non ha nulla di nuovo, e anche i personaggi: c’è la cattiva di turno( nota subito al lettore ma non altrettanto agli altri personaggi), la madre rigida e severa che dimostra una certa sensibilità e giustizia, la sorellina felice e svagata che attraverso un dolore maturerà trovando anch’essa il vero amore, lo zio nobile ma stravagante e apparentemente matto… tutti personaggi non certo nuovi ma che la Albanese è capace di rendere con una freschezza  tale che diventano personaggi che vivono di luce propria, e ognuno porta il proprio apporto alla storia.
Senza contare il giallo che, anche se con finale prevedibile, tiene comunque vivo l’interesse del lettore su come si arriverà alla risoluzione finale.
Insomma un libro davvero ottimo!
Tiziana

La melodia del cuore, di Mary Balogh




Anno: 1997

Ambientazione: Inghilterra, 1800


Collegamenti con altri romanzi: i protagonisti sono fratelli dei due protagonisti del romanzo SENZA CUORE ( Heartless ), 1995


Lady Emily Marlowe, sordomuta, è da sempre innamorata dell’amico d’infanzia Ashley Kendrick, fratello di suo cognato Luke, una delle poche persone che ha saputo accettarla così com’è senza pretendere di cambiare il suo silenzioso mondo. Ma un giorno Ashley parte per l’India dove intende fare carriera, con grande dolore di Emily. Vi rimane sette anni, e in questo lasso di tempo si sposa e ha un figlio; la giovane donna decide quindi di provare a dimenticarlo e andare avanti con la sua vita, cercando di inserirsi in società e fidanzandosi con un altro uomo.

Ma proprio la sera del suo fidanzamento Ashley torna improvvisamente, ed Emily capisce di amarlo ancora più intensamente di prima. Scopre anche che è tormentato da un doloroso segreto…


Di solito in un romanzo qualsiasi ci colpiscono prima di tutto i dialoghi tra i protagonisti: parole che possono essere profonde o superficiali, divertenti o noiose, ma che contribuiscono in modo non certo indifferente a tratteggiare la personalità di ogni personaggio, narrando così la storia. 

In questo romanzo invece Mary Balogh ha narrato una storia d’amore che non ha bisogno di parole, ma che ha la stessa potenza e naturalezza di qualsiasi altra storia.
Ha scelto una protagonista un po’ particolare, una giovane donna sordomuta. Ma a parte questo particolare, Emily non è per nulla diversa da tutte le altre donne, anche se purtroppo molti credono che lo sia; prova le stesse emozioni, desideri e bisogni di qualsiasi altra donna. Soprattutto è una donna con un mondo interiore di sentimenti ed emozioni ricchissimo, ed è felice così com’è; non desidera cambiare per essere come gli altri, anzi a volte si mostra persino scocciata dall’atteggiamento di quelli che pensano sia lei a doversi adeguare al loro modo di comunicare solo perché “diversa” da loro, senza nemmeno tentare di capire il suo modo di comunicare. 
Ed è questo che mi ha colpito di più in questo romanzo: leggendolo, ho spesso dimenticato il suo handicap, perché Emily viene appunto trattata e descritta sempre come  donna e non come “donna handicappata”, cosa che sarebbe potuta benissimo succedere anche con le migliori intenzioni. Risaltano in lei la sua forza di volontà, la sua dolcezza, la sua maturità nell’affrontare situazioni difficili e soprattutto il suo amore sincero e duraturo per Ashley; un amore fatto di gesti,sguardi e azioni che valgono più di mille parole.
Accanto a lei c’è Ashley, l’unico che in fondo sa penetrare davvero nel mondo silenzioso di Emily, ma che inizialmente turbato dalla forse del sentimento percepito in lei (e in fondo anche perché lei è una ragazzina all’inizio della storia) sceglie di allontanarsi; quando ritorna, una serie di tragiche esperienze lo ha segnato e indurito, tanto da renderlo più disincantato e forse, all’apparenza, più egoista; ma più in là si capisce bene che è un uomo distrutto da dolore, e l’unica cura adatta è rappresentata da Emily…
La storia costruita intorno a loro è coinvolgente al punto giusto, e interessante soprattutto la risoluzione del giallo che riguarda la defunta moglie di Ashley, presenza invisibile ma molto ingombrante; i personaggi di contorno per la maggior parte sono gli stessi del romanzo precedente, quindi chi li conosce già li ritroverà con piacere.
Un romanzo bellissimo, che vale davvero la pena di leggere

venerdì 24 agosto 2012

Italiani si diventa, di Beppe Severgnini

Anno di Pubblicazione: 1998




Giuseppe Severgnini nasce a Crema  nel 1956, figlio di un notai.  Il piccolo Severgnini attraversa quindi l’Italia del boom economico e , da adolscente l’era dei turbolenti anni ’70, raccontando attraverso la sua vita e quella della sua famiglia, la storia dell’Italia di quegli anni: una storia nella Storia, insomma.


Come si capisce dalla trama il libro è la biografia di Beppe Severgnini, simpatico e arguto giornalista e scrittore, tra i miei autori preferiti.
Oltre all’interesse personale nei riguardi della vita di un autore che piace, a mio avviso il principale interesse del libro è proprio quello di descrivere nel solito modo arguto e ironico gli sui, costumi, vicende del popolo italiano, in questo caso coprendo un lasso di tempo che va dal 1956 (anno di nascita di Severgnini) al1981 (ultimo anno del servizio militare).

In effetti, come disse Indro Montanelli commentando il libro all’uscita “Questa non è un’autobiografia. E’la ricostruzione, con tocchi rapidissimi e leggeri di un’epoca che, sebbene a noi vicinissima nel tempo, ci sembra lontana come il regno di Saturno, tanto quella attuale è in pochi anni cambiata, e non certo in meglio.” (Indro Montanelli, “Corriere della sera”).
Eh già: come tutti ormai sapete (e chi non lo sa, sarà informato ora) io adoro l’epoca degli anni’60’ e ’70, soprattutto in Italia. Come non leggere avidamente del piccolo Severgnini che andava sull’automobilina di latta a pedali, delle estati passate al mare sempre nella stessa pensioncina, con una fallita incursione per vedere Mina alla Capannina, dei primi viaggi in auto sulla neonata autostrada del sole, delle feste in cantina… l’affresco di un’epoca ormai perduta e certamente più felice.

Da ricordare come Severgnini descrive i bambini italiani nati negli anni ’50:
“1- I bambini degli anni Cinquanta devono ringraziare il cielo: hanno potuto crescere senza scoprire che qualcuno in famiglia stava per andare in guerra. 2)I bambini degli anni Cinquanta venivano pettinati in maniera agghiacciante. 3) I bambini degli anni Cinquanta non sapevano di essere pettinati in manier agghiacciante: nelle fotografie, infatti, sorridono.”
Posso però dissentire su una cosa: non solo i bambini degli anni ’50 venivano pettinati in maniera agghiacciante: ho delle foto di me bambina degli anni’80 che lo provano! ;)
E ho visto foto di bambini degli anni’ 70 messi nettamente peggio…

giovedì 23 agosto 2012

Per l'amore di un avventuriero, di Barbara Dawson Smith

Titolo originale: Seduced by a scoundrel

Anno di Pubblicazione: 1999

Ambientazione: Inghilterra, inizio 1800


Trama: Per salvare la famiglia dalla rovina, Lady Alicia Pemberton acconsente a sposare il proprietario di una casa da gioco, Drake Wilder, uomo con pochi scrupoli ma con una consistente fortuna.
Drake, dal canto suo, trarrà parecchi vantaggi dal matrimonio: accedere alla nobilità londinese gli consentirà di vendicarsi di alcuni nemici.
Nelle intenzioni di Alicia deve essere solo un matrimonio di facciata, ma Drake non è uomo dalle mezze misure...


Quando sono arrivata alla fine del romanzo , ci sono rimasta un po’ male…avrei voluto che continuasse, sono rimasta completamente conquista dalla storia e dai personaggi!
Sia Drake che Alicia sono due personaggi segnati dalle difficoltà della vita che si svelano poco a poco anche al lettore,rivelando lati della loro personalità che inizialmente nessuno ( nemmeno loro) avrebbe immaginato.Parlando soprattutto di Drake, un uomo che nella scena iniziale, durante il primo incontro con Alicia, appare freddo e calcolatore; si intuisce subito che è mosso da un forte sentimento di vendetta verso qualcuno, che per questo è disposto a fare qualsiasi cosa, anche usare come pedine persone innocenti…dà proprio una sensazione di freddezza e cinismo incredibili, ed è impossibile non parteggiare per Alicia, che al suo cospetto appare la povera preda di un terribile “ squalo”.E invece nel proseguire della storia insieme alla protagonista scopriamo il suo vero volto:un uomo che ha avuto una vita durissima, che ha sofferto molto e che quindi per questo si fa in quattro per aiutare quelle persone che la società considera reietti, assumendoli e dando loro un lavoro dignitoso con cui si possono mantenere, salvandoli dalla povertà a cui la società “bene”li avrebbe condannati: una persona sensibile e altruista che usa la sua ricchezza per fare del bene, ed è l’unico a mostrarsi comprensivo con la malattia della madre di Alicia…ed è da qui che la nostra eroina comincia a provare sentimenti ben diversi dal ribrezzo inziale e che le faranno scoprire anche sé stessa.Perchè diciamoci la verità, Alicia inzialmente non è solo la ragazza nobile impoverita che si sacrifica per pagare i debiti del fratello:è una saputella puritana e piena di pregiudizi, cosa inevitabile probabilmente vista la classe sociale in cui è cresciuta, anche se è diversa dalle nobili spocchiose da cui la sua famiglia è stata emarginata dopo le disgrazie che l’hanno colpita.Nel corso della storia non si trasforma, ma matura cambiando il suo punto di vista in modo tale da vedere anche al di là del suo naso, cosa che le permette di maturare l’amore per il marito.
La storia è narrata in modo magistrale,soprattutto in alcune scene, come quella inziale quando Alicia si reca all’incontro con Drake( mi sembrava di essere con lei mentre saliva quella scalinata…), inoltre ho notato che anche la descrizione degli ambienti in cui si svolge la storia è molto accurata e sentita, così che sembra di vederli e viverli davvero.Per quanto riguarda le scene d’amore…mi sono piaciute parecchio!

Nessun'altro amore, di Shannon Drake

Titolo Originale: No Other Love

Anno di pubblicazione : 1997
 

Ambientazione: Scozia-Stati Uniti d’America, 1876.


E’ l’ultimo romanzo della serie NO OTHER,composta da:
1- No other man ( Nessun’altro uomo);
2- No other woman ( Nessun’altra donna);
3- No other love ( Nessun’altro amore).



Trama: E' stato solo un malinteso, uno sciocco fraintendimento: la ragazza che gli è piombata in camera nel cuore della notte non era una prostituta in servizio alla locanda, ma una fanciulla terrorizzata, pronta a tutto pur di non ricadere nelle mani del suo patrigno. Eppure quel malinteso ha marchiato un'impronta indelebile nel maggiore Sloan Trewlany, ufficiale di cavalleria nelle cui vene scorre anche sangue sioux. E un segno ancora più determinante lo ha lasciato su Sabrina Connor, la cui intera esistenza è stata modificata dagli imprevedibili eventi di quella fatale notte. Sebbene la donna cerchi di rifarsi una vita lontano dal West, nel cuore delle sperdute Highlands scozzesi, la magia di quel fortuito incontro la segue ovunque. Per un bizzarro scherzo del caso, Sloan riconpare infatti sul suo cammino proprio lì, a mille miglia dai selvaggi territori del Dakota in cui i loro due popoli danno vita a un epico e tragico scontro. Forse, il destino ha già tracciato per i due giovani un piano ben definito...
Dopo un tempestoso e inusuale incontro amoroso Sloan, affascinante ufficiale dell’esercito americano di origine Sioux, e Sabrina( sorella di Skylar, protagonista del primo romanzo della serie) sono convinti di non rivedersi mai più, fino a quando con grande imbarazzo di entrambi si rincontrano in Scozia,dove scoprono le rispettive identità:lui è amico di Falco, il cognato di Sabrina,e di lei abbiamo già detto…
Le cose si complicano ulteriormente quando Sabrina scopre di essere incinta e, con riluttanza,si convince a sposare Sloan, che nonostante tutto non ha nessuna intenzione di abbandonare lei e il loro figlio.
Quando purtroppo Sabrina perde il bambino pensa di chiedere l’annullamento, ma lui rifiuta,deciso a costruirsi una vita e una famiglia con lei ad ogni costo e oltre ogni ragionevole dubbio.Perciò Sabrina è costretta a seguirlo in america e, nonostante le innumerevoli proteste, a vivere con lui nel forte dove alloggia insieme agli altri membri della cavalleria e alle loro famiglie.
Condividendo la sua vita Sabrina arriva a provare per il marito qualcosa di più che una semplice attrazione, ma non le è facile esternarlo;d’altro canto pur tenendo duro ha i suoi momenti di debolezza.
Ma come si sa il vero amore vince su tutto, anche sui pregiudizi e sulla guerra, costi quel che costi.




L’ultimo romanzo della serie racconta la storia di Sabrina e Sloan, entrambi legati da vincoli di affetto fraterno ai due protagonisti del primo romanzo, Falco e Skylar.
Premettendo che non ha ancora letto i primi due romanzi della serie, devo dire che ho trovato questo romanzo molto particolare.
Tra i due protagonisti mi ha molto colpito Sloan( e non solo per ovvi motivi femminili…siamo donne, suvvia!).La Drake è riuscita a rendere molto bene questo personaggio:un uomo coraggioso, che nella sua vita ha sempre dovuto lottare per farsi rispettare ( è figlio di un indiano e di una donna bianca che dopo la morte del marito era tronata a vivere con la famiglia d’origine);il fatto di essere riuscito a conquistarsi un posto nel mondo diventando ufficiale non è comunque una garanzia, perché nonostante la stima e la simpatia di cui gode fra i colleghi i pregiudizi spesso riaffiorano, ora in veste di un altro ufficiale che lo accusa di fare il doppio gioco a favore delgi indiani, ora in veste di un’ex amante che non ha voluto sposarlo per via delle sue origini Sioux.
Oltre a ciò Sloan è diviso tra due culture, quella indiana e quella americana;le ama entrambe perché ha saputo vedere e assorbire i lati positivi di ognuna, ma è dolorosamente consapevole del fatto che solo una delle due prevarrà.La storia d’amore tra lui e Sabrina mette in luce anche la sua mentalità aperta:tratta la donna come una sua pari, preferisce ragionare con lei cercando di farle vedere le cose da un punto di vista diverso, quando lei si ribella è comprensivo ma lascia anche che sia lei a cavarsela da sola, accorrendo in suo soccorso solo quando ce ne è bisogno.
Anche Sabrina è un bel personaggio sebbene a volte sia davvero troppo ostinata e capricciosa!La sua vita non è stata certo facile, nonostante le apparenze( ricordo che le vicissitudini delle due sorelle sono state narrate nei due libri precedenti),e proprio quando sembra che possa trovare un po’ di serenità e di assestamento ecco che un errore sconvolge la sua vita…ancora una volta si vede costretta a lasciare l’unica persona rimastale al mondo e a partire per una nuova vita in una terra a lei ignota e con un uomo da cui è attratta ma che decisamente spesso non sa come prendere.
Anche per lei non sarà molto facile vincere i pregiudizi e fare chiarezza in sé stessa riguardo ai propri sentimenti per il marito ( anche perché, diciamoci la verità:con l’ex amante di Sloan sempre tra i piedi a seminare zizzania cosa avrebbe dovuto pensare?!).
Il motivo per cui, come dicevo all’inizio, ho trovato il romanzo molto particolare è che affronta in modo serio la problematica della cotta fra indiani e Stati Uniti d’America fornendo a tratti anche chiarimenti storici e soprattutto trattando entrambe le culture in modo imparziale e rispettoso, evidenziandone i pregi e i difetti
Tra i personaggi secondari compaiono anche personaggi storici, come il generale Custer e Cavallo
Pazzo.

martedì 21 agosto 2012

Novità in libreria

Novità si fa per dire, sono fuori già da qualche settimana, ma era da un po' che non andavo in libreria...


ESCE IN LIBRERIA  CUPCAKE CLUB, di Roisin Meaney, Edizione Newton & Compton.

Hannah è una vera maga in cucina: torte, pasticcini e dessert prelibati non hanno segreti per lei. Sin da bambina, il suo sogno è sempre stato quello di aprire un negozio dove vendere gustose e coloratissime cupcake. E finalmente sta per realizzarlo: il Cupcake Club sarà una novità assoluta per la tranquilla cittadina irlandese di Clongarvin, e lei è pronta a lavorare sodo perché sia un successo. Ma proprio il giorno prima dell’inaugurazione, la vita di Hannah viene sconvolta: il suo fidanzato, Patrick, le confessa di essere innamorato di un’altra e va via di casa. All’improvviso, il coronamento di un sogno sembra coincidere con il peggiore degli incubi. Hannah non può fare altro che rifugiarsi nel suo dolce mondo di pan di spagna appena sfornato, glasse al caffè, vaniglia, gocce di cioccolato e nocciole tostate. E dal bancone del suo negozio osserva la vita degli abitanti di Clongarvin, che continua a scorrere tra nuovi amori, pettegolezzi e colpi di scena. Ma presto Hannah scoprirà che anche per lei il destino ha in serbo una dolcissima sorpresa…




ESCE IN LIBRERIA IO SONO IL LIBANESE , di Giancarlo De Cataldo, Edizione Einaudi.

Roma, primi anni Settanta.
Il Libanese è un ragazzo di strada.
Ha un sogno: diventare il re della Roma criminale.
Ma la scalata è dura, quando sei nato nei vicoli e i tuoi unici alleati sono il cervello e il coltello.
Giada è una ragazza dei quartieri alti.
Anche lei ha un sogno: cambiare il mondo.
Sono destinati a incontrarsi, scontrarsi, perdersi, ritrovarsi. Ma è piú facile cambiare il mondo che uno come il Libanese.










ESCE IN LIBRERIA  IL PRIMO MARITO, di Laura Dave, Edizione Mondadori.



Annie Adams, 32 anni, un bel lavoro come giornalista di viaggi e una vita serena, è convinta che il suo amatissimo fidanzato Nick sia l'uomo giusto per lei, fino al giorno in cui, senza preavviso, lui torna a casa e la lascia. Ma come è possibile? Non era forse lui quello con cui si doveva sposare? Sconvolta da questo drastico cambio di scenario, Annie incontra Griffin, uno chef molto carino che lavora in un lounge bar sulla spiaggia non lontano da casa. Senza pensarci su troppo, dopo soli tre mesi di frequentazione, accetta di sposarlo. È lui il primo marito. Ma sarà quello giusto?

Mai più sola, di Victoria Alexander


Titolo Originale:  The lady in question

 Ambientazione: Inghilterra, primi ‘800.

Collegamento con altri romanzi: Il romanzo fa parte della serie EFFINGTON, composta da:

1-       THE WEDDING BARGAIN ( PATTO DI NOZZE); protagonista Pandora Effington e Maximillian Wells;
2-       THE HUSBAND LIST ( MARITO IN PROVA); protagonista Gillian Marley e Richard Shelton;
3-       THE MARRIAGE LESSONS ( LEZIONI PER GIOVANI SPOSI), protagonista Thomas Effington e Marianne Shelton;
4-       THE PRINCE’S BRIDE ( LA SPOSA DEL PRINCIPE), protagonista Jocelyn Effington e Alexei Beaumont;
5-       HER HIGHNESS, MY WIFE ( SUA ALTEZZA, MIA MOGLIE), protagonista Matthew Wenstone e Tatiana Pruzinskj;
6-       LOVE WITH THE PROPER HUSBAND ( Inedito in Italia); Gwendolyn Towsend e Marcus Holcroft;
7-       THE LADY IN QUESTION ( MAI PIU’ SOLA), protagonista Delia Effington e Anthony St. Stephen;
8-       THE PURSUIT OF MARRIAGE ( I GIOCHI DEL DESTINO), protagonista Cassandra Effington e Reginald Berclay;
9-       A VISIT FROM SIR NICHOLAS ( inedito in Italia), protagonista Elizabeth Effington e Nicholas Collingsworth;
10-   WHEN WE MEET AGAIN ( inedito in Italia), protagonista Pamela Effington e Alexej Pruzinskj;
11-   LET IT BE LOVE ( inedito in Italia), protagonista Johnatan Effington e Fiona Fairchild.


 Delia Effington ha sposato dopo una breve conoscenza e contro il volere della famiglia Lord Wilmont, che però è morto dopo una settimana di matrimonio lasciandola vedova e ricchissima. Dopo sei mesi passati in solitudine nella casa lasciatale dal marito con la sola compagnia di tre servitori, viene finalmente riammessa in famiglia, e decide di  lasciare alle spalle la tristezza in cui ha vissuto negli ultimi mesi per iniziale una nuova vita da “ donna di mondo”, anche in campo sentimentale. E per iniziare a fare esperienza chi meglio dell’affascinante visconte Anthony St.Stephen, che sembra avere perso al testa per lei? 
Certo a volte nel modo di fare ricorda molto Gordon, l’anziano maggiordomo a cui Delia è molto affezionata e che considera un amico…


   
Anche se solitamente non mi piacciono i romanzi dove alcuni personaggi fanno parte del servizio spionistico inglese ( e questo in particolare da questo punto di vista è abbastanza inquietante: praticamente Delia non sa chi siano davvero la quasi totalità delle persone che la circondano!!!), questo romanzo di Victoria Alexander costituisce una gradevole eccezione, prima di tutto perché l’identità misteriosa spesso è tale solo per i personaggi ( il lettore ne viene messo subito a conoscenza), la storia è narrata in modo divertente e con trovate non certo originali ( oltre alle varie identità segrete, lo scambio delle gemelle e l’imposizione del “matrimonio riparatore” ) ma raccontate con umorismo e leggerezza, in modo da non annoiare il lettore e da seguire con interesse l’evolversi della situazione tra i due protagonisti, basta oltre che passione e sentimenti su divertenti battibecchi ed equivoci vari.
Certo Delia non appare particolarmente triste per la morte del marito, e anche se le circostanze del matrimonio vengono spiegate in modo credibile per come siano andate le cose, questo suona un po’ strano anche se verosimile…e soprattutto sembra incredibile che St. Stephen possa fingersi, a circa trent’anni, un vecchio maggiordomo del doppio di quelle’età senza destare nessun’altro sospetto se non una vaga somiglianza! 
Ma tant’è, nessuno è perfetto e noi non cerchiamo certo il romanzo perfetto, ma solo una gradevole lettura per passare un po’ il tempo. E questa è perfettamente adatta.

lunedì 20 agosto 2012

I dolori del giovane Walter, di Luciana Littizetto




E’ vero che in un certo senso i libri della mitica Lucianina sono un po’ tutti uguali, ma lo trovo in fondo abbastanza rassicurante

L’UCCELLO DI FUOCO: sugli estremismi in televisione: gente che mangia scarafaggi, che si butta da un aereo, si fa chiudere in un tubo pieno d’acqua..cosa non si fa per avere il famoso “quarto d’ora di celebrità” in televisione, Vip e non!

SIAM FATTI IN TANTI MODI: sul razzismo di un gruppo di genitori inglesi che voleva far licenziare una conduttrice di un programma per bambini in TV perché senza un braccio. Con la motivazione (falsa: se i bambini si abituano fin da piccoli  a vedere e conoscere le cose finiscono per considerarle assolutamente normali!) che li avrebbe spaventati. Cosa sapranno insegnare questi genitori ai loro figli a livello di valori?

CARMELA E I TRONISTI DI MARIA: sulla strampalata moda di chiamare personaggi famosi ( o pseudo tali) solo col nome proprio, e di pubblicare intere riviste da un euro e mezzo con titoli come “Anche Carmela ha trovato l’amore” o “ Remo si mette con Virginia” o “ Giusy è diventata mamma” ecc….

UN ALTRO DECODER: tutta ‘star ivoluzione digitale dove sta se i programmi sono sempre quelli + qualche replica e oltretutto ci tocca riempirci al casa di telecomandi e decoder?Dice bene la Littizzetto: “ A cosa serve il decoder? Serve a farci vedere male, pagando, la televisione che prima vedevamo bene gratis!”

Come sempre, condivido quasi sempre tutto ciò che Lucianina ha scritto e non solo: in molti pensieri potrei dirle che mi ha rubato la parola di bocca!

sabato 18 agosto 2012

Stagioni diverse, di Stephen King

Titolo originale: Different Season


Anno di Pubblicazione: 1982




E’ una raccolta di quattro novelle:


Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank: Nel 1947 il banchiere Andy Dufresne viene ingiustamente condannato per l’omicidio della moglie e del suo amante e trasportato nel carcere di Shawshank, conosciuto per essere molto duro.


Qui Andy stringe amicizia con Red, un altro detenuto specializzato nel procurare agli altri qualsiasi cosa chiedano; Andy ha una passione per i minerali e Rita Hayworth e chiede così a Red di procurargli un martelletto per lavorare alcune pietre raccolte in cortile e un poster della famosa attrice. Queste due semplici richieste in realtà nascondono un piano ben preciso…


un ragazzo sveglio: il tredicenne Todd appartiene a una normale famiglia americana degli anni ’70, ed è il tipico bravo ragazzo americano: fa lavoretti come portare i giornali e il latte, fa sport, va bene a scuola….ma in realtà nasconde qualcosa: una fortissima passione per il nazismo e tutto ciò che lo riguarda, soprattutto per le tecniche di tortura e morte utilizzate nei campi di concentramento.


Un giorno scopre che il signor Denker, un anziano vicino di casa che vive solo, è in realtà Kurt Dussander, un feroce criminale nazista sfuggito al processo di Norimberga…


il corpo: alla fine dell’estate 1960, a Castel Rock, paesino della provincia americana, quattro amici dodicenni Chris, Gordon, Vern e Teddy, scoprono accidentalmente il luogo dove si trova il copro di un altro ragazzo, scomparso da qualche settimana e di cui sono in atto le ricerche. I quattro, che provengono tutti da famiglie più o meno problematiche ( Chris ha alle spalle una famiglia violenta, Gordie ha perso di recente il fratello maggiore,Teddy ha il padre in manicomio e Vern maltrattato dal fratello maggiore), decidono di organizzare una spedizione per ritrovarlo e diventare così famosi…



Il metodo di respirazione: Un medico racconta a un notaio appartenente al suo stesso circolo la strana storia di una paziente che ebbe in cura anni prima, una giovane donna rimasta incinta e abbandonata dal padre del bambino. Il parto della quale sarà indimenticabile…





Noto soprattutto per le sue opere a sfondo horror, non tutti sanno che Stephen King ha scritto anche alcuni racconti di generi diversi, come tre dei quattro contenuti in questa raccolta (il secondo, L’ALLIEVO, penso possa ben ritenersi appartenente alla prima categoria).


Molto intensi i primi due, il primo ambientato in un carcere nei primi anni’ 50, sull’amicizia tra due detenuti, uno dei quali innocente. Andy Dufresne, pur non avedno commesso alcun omicidio, alla fine non si sente diverso dagli altri detenuti,ma non si lascia andare alla disperazione e nel corso degli anni riusciràa mettere in pratica un eccezionale piano di fuga scavando un tunnel sotto il pavimento della cella. In questi anni il tempo scorre lento, inesorabile, sempre uguale, con pochi avvenimenti e pochi cambiamenti. Unica cosa che cambia, invisibile agli occhi di tutti (anche a quelli del lettore che intuisce ma ne sarà sicuro solo alla fine), è quel tunnel che ala fine porterà il protagonista verso la libertà e una nuova, meritata vita.


Il terzo è certamente quello più bello,non solo in questa raccolta ma in tutta la bibliografia di King: addirittura oserei dire che è uno dei racconti più belli che abbia mai letto. E’ molto difficile narrare il periodo della pre adolescenza senza scadere nel mieloso, nel nostalgico, nel retorico; a mio avviso King è uno dei pochissimo scrittori ad esserci riuscito, raccontando gioie, dolori,incertezze , emozioni di quattro ragazzini della provincia americana della fine degli anni’50 dalle vite segnate per vari motivi ma uniti da una grandissima amicizia,come solo a dodici anni si può vivere. Il viaggio alla ricerca del corpo del ragazzo scomparso diventa- in parallelo- un viaggio alla ricerca di sé stessi e della propria strada. Il finale dolce amaro completa il tutto.


Il secondo, dicevamo, è l’unico vero racconto horror del gruppo, anche se non ci sono mostri alla “It”; descrive in modo attento e con una certa freddezza voluta, come dietro e due persone apparentemente normali e innocue  possano nascondersi dei mostri. Particolarmente agghiacciante la figura del ragazzino, il vero “mostro” della storia, molto più del vecchietto che in realtà un ex nazista.


L’ultimo è un giallo, anche qui il tutto ben narrato in un crescendo che porta all’inaspettanto finale horror.


Da tre di questi racconti sono stati tratti tre film:


Le ali della libertà (da “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank), 1994, con Tim Robbins e Morgan Freeman;


Stand by me- Ricordo di un’estate (da “Il corpo”), 1986, con River Phoenix;


L’allievo (da "Un ragazzo sveglio"), 1998, con Brad Renfro e Ian McKellen.

lunedì 13 agosto 2012

Zoya, di Danielle Steel


Anno di pubblicazione negli USA: 1988


Ambientazione: Russia,1917 - Stati Uniti,anni ‘50


Da questo romanzo è stato tratto un TV movie ZOYA (trasmesso in Italia da Rete 4 con il titolo C’ERA UNA VOLTA UNA PRINCIPESSA), con Melissa Gilbert e Bruce Boxleitner.


Nel 1917 Zoya Ossupov, cugina dello zar di Russia, scampa miracolosamente assieme alla nonna al massacro della propria famiglia a opera dei rivoluzionari; le due si rifugiano a Parigi, dove sopravvivono di stenti finchè Zoya trova lavoro come ballerina in un famoso teatro; qui conosce Clayton, un affasciante uomo d’affari americano di cui s’innamora, e che dopo la morte della nonna sposa trasferendosi con lui in America. La vita per la coppia scorre felice fino al 1929, quando a causa della famosa crisi Clayton perde tutto e si suicida; Zoya rimane di nuovo sola e povera con due figli piccoli, e per lei avrà di nuovo inizio una nuova vita, in cui s’intrecceranno sacrifici, gioie e dolori che però non spezzeranno la sua forte personalità.


Uno degli eventi storici più tragici del ‘900, la rivoluzione russa, serve da apripista per questo romanzo di Danielle Steel, imperniato su una fortissima figura femminile, il cui spirito non viene mai piegato dalle numerose (come al solito) disgrazie che la colpiscono.


Zoya, che se la sua vita avesse seguito il normale corso delle cose avrebbe vissuto comodamente un’esistenza pigra e serena senza gravi problemi, viene improvvisamente catapultata in una realtà terribile: assiste al massacro della famiglia da cui scampano solo lei e la nonna, insieme trovano rifugio a Parigi ma vivono per anni in una grandissima povertà, aggravata dai problemi di salute della nonna, che ovviamente non può aiutare molto la nipote. Zoya impara quindi a cavarsela da sola, senza dimenticare la vita di prima e le persone care, ma determinata a ritrovare la felicità e il benessere:anche nei momenti più duri non perde il suo atteggiamento positivo e la sua forza interiore, il fuoco che la anima e le fa superare tutte le difficoltà (la morte del marito, la nuova povertà, una figlia più che problematica ecc.) che le capitano nel corso del romanzo. E’ lei (che per molti aspetti ricorda la Tanya de IL CAVALIERE D’INVERNO di Paulllina Simmons ) il vero motore d’azione del romanzo, attorno al quale gravitano le altre figure , alcune molto ben tratteggiate (come la nonna o il figlio Nicholas), altre più superficiali (come il marito Clayton, una figura un po’ fantasma rispetto alla moglie).


La parte iniziale del romanzo è molto ben fatta, trasmette sentimenti autentici di panico e dolore rispetto alla difficile situazione vissuta dalle due donne, la parte finale invece è super affrettata (vengono persino introdotti due nuovii personaggi completamente inutili, e subito abbandonati) e purtroppo sta veramente molto male in questo romanzo che consiglierei davvero di leggere.

 

martedì 7 agosto 2012

Cappuccetto Rosso Sangue, di Sarah Blake Lively



Titolo Originale: Red riding hood

Ambientazione: non ben specificata, comunque un villaggio probabilmente medievale.


La giovane Valerie vive in un piccolo villaggio ed è innamorata (ricambiata) del taglialegna Peter, ma la famiglia l’ha promessa in sposa al fabbro Henry.Un  giorno dopo l festa del raccolto Lucie, sorella di Valerie, viene uccisa dal lupo, un misterioso essere che da anni tiene in scacco gli abitanti del villaggio esigendo sacrifici  in cambio del rispetto della sicurezza delle loro vite; siccome gli abitanti avevano già offerto il loro sacrificio, il lupo ha tradito il patto e questo li induce a decidere di prendere drastiche misure per affrontarlo e sconfiggerlo.
Un primo tentativo di ucciderlo finisce male con un morto, il padre di Henry; a questo punto viene chiamato padre Solomon ,un famoso  cacciatore di lupi mannari che come prima cosa rivela che il lupo assume sembianze umane e che quindi potrebbe essere qualunque abitante del villaggio. Dopo l’ennesimo attacco del lupo, intuisce che è qualcuno legato a Valerie e decide di usare la giovane  come esca per stanarlo…


Avevo già visto e apprezzato il film omonimo da cui è stato tratto questo romanzo, sebbene il target a cui si rivolge sia quello degli adolescenti, così ho deciso di leggermi anche il libro.
Quindi nessuna sopresa sulla trama, unica differenza con il film il fatto che qui vengono aggiunti molti dettagli che descrivono meglio alcune figure come i genitori di Valerie, la Nonna e soprattutto Lucie, che nel film appare già morta mentre nel romanzo, quando la storia comincia è ancora viva.
Lo stile è molto elementare, non ho trovato particolare approfondimento psicologico tra i vari personaggi, con l’unica eccezione forse di Cesaire, pare di Lucie e Valerie; purtroppo questo è un difetto molto comune tra i libri tratti da sceneggiature di film, anche quando sono dei romanzi gradevoli e validi, c’è un potenziale tra i personaggi che viene lasciato  cadere ed è un peccato; forse ci si affida al fatto che chi legge probabilmente ha già visto il film e quindi l’interpretazione degli attori, ma amio avviso non èun motivo valido, si lascia nel romanzo un’impressione di sciatteria…
Particolare negativo del romanzo: per non so quale motivazione di marketing pubblicitario, il libro non contiene l’ultimo capitolo, che bisogna andare a leggersi sul sito della Mondadori. Ma scusate, se lo vendono non completo potevano almeno farlo pagare meno di 18 euro?!

Per sempre,di Kathleen E. Woodiwiss


Titolo originale: Everlasting

Anno: 2007

Ambientazione: Inghilterra, XII secolo

I sogni di Abrielle di Harrington di trovare un marito che l’ami e quelli della sua famiglia di risollevarsi dal disastro economico si infrangono quando  re Enrico, alla festa alla quale ha invitato i fedeli sudditi che hanno combattuto per lui, non include il nome del suo patrigno Vachel de Gerard tra i cavalieri cui ha deciso di corrispondere una ricompensa per i servigi resi durante le crociate.
L’ unica speranza purtroppo è quella di sposare il viscido(ma ricchissimo) Desmond de Marlè, e Abrielle nonostante le suppliche della madre e del patrigno, decide di sacrificare tutti i suoi sogni di felicità  per salvare la famiglia.
Tra gli invitati all’infausta unione c’è anche Raven Seabern, emissario del re di Scozia e figlio di un capoclan scozzese che Abrielle aveva già incrociato in più di un’occasione alla festa data da Enrico, e per il quale da subito ha provato contrastanti sentimenti di attrazione e diffidenza; questo nonostante Raven  abbia dimostrato più volte il silenzioso amore che prova per lei standole vicino e salvandola da pericoli e aggressioni…




Recensire l’ultimo romanzo di una scrittrice amatissima come la Woodiwiss, per di più pubblicato dopo la sua morte prematura, non è stata cosa semplice. Ogni parola che non sia di lode può suonare alle orecchie dei fans come un’ingiuria, ma purtroppo non posso esimermi dalle critiche nei confronti di questo romanzo, pur annoverandomi tra i fans sopracitati.
La storia è scritta nel tipico stile che la Woodiwiss ci ha insegnato ad amare, e quindi eroe ed eroina bellissimi, bravissimi, coraggiosi e appassionati, personaggi secondari divisi nettamente tra buoni/buoni e cattivi/perfidi (il che non sempre è necessariamente negativo, quando non si esagera), e una storia d’amore basta su incontri-scontri di vario tipo tra i due protagonisti, senza disdegnare la parte fisica che ha un ruolo oserei dire fondamentale. Certo questo tipo di schema letterario alla lunga presenta varie pecche, non per questo però è criticabile a priori o privo di fascino, anche perché altrimenti la Woodiwiss non avrebbe catturato la nostra attenzione e la nostra fedeltà per anni, e meritatamente.
Ma alla lunga il troppo stroppia. La protagonista di questo romanzo, Abrielle, è una tipica eroina cara all’autrice: bellissima, intrepida e caratterialmente forte….doti che però sbandierate a ogni piè sospinto inducono più a sbuffi infastiditi (della serie: “siiiiii, ho capito!”) che ad ammirazione, anche perché poi a tante lodi non corrispondono altrettanti fatti in cui le virtù caratteriali di Abrielle si manifestano; anzi, alla fin fine l’ho trovata molto spesso sciocchina ed irritante. Come da trama, Abrielle decide di sposare un uomo che non ama, addirittura la ripugna, per salvare la famiglia dal disastro finanziario (e fin qui nulla di nuovo, erano cose molto frequenti all’epoca); questo nonostante sia attratta da Raven, gentiluomo scozzese bello, coraggioso, nobile d’animo. E soprattutto innamorato di lei fin dall’inizio, tant’è vero che invece di tornarsene in Scozia dove poteva vivere tranquillo nei suoi possedimenti ha preferito rimanere in Inghilterra nella fortezza di re Enrico prima, e in quella dell’amata (complice un invito al matrimonio) poi, standole vicino, salvandola in varie occasione da stupri e agguati e cercando perfino di pensare a una soluzione alternativa all’orrendo matrimonio che le si prospetta. E quando, dopo varie peripezie e accadimenti propizi ad Abrielle(che diventa una ricca e indipendente vedova in un batter d’occhio), i due giovani si vedono costretti al matrimonio, cosa fa la nostra eroina? E’ contenta, felice dia vere un marito che ha apertamente dimostrato di rispettarla e di avere per lei amore e considerazione? Ma nemmeno per sogno! E tutto questo perché? Perché Raven non l’ha mai apertamente corteggiata in modo classico. Esatto, solo perché Raven non è andato dal patrigno chiedendo formalmente il permesso di parlare con lei e di corteggiarla, e dopo non ha fatto tutte quelle carinerie che per la nostra sono fondamentali (tipo, suppongo, dedicarle un sonetto al liuto o mandarle fiori o cose del genere...non sono esperta di corteggiamenti medievali). Così Abrielle decide di fargliela pagare restando ostile nei confronti dello sposo, nonostante i pazienti tentativi di lui di comprenderla e stabilire un dialogo (a volte leggendo viene da pensare: “Santo subito!”). Naturalmente tutto questo orgoglio viene meno nelle varie aggressioni e pericoli che le tocca ancora di subire, e durante i quali il suo pensiero verso Raven cambia radicalmente: in queste occasioni lui infatti diventa l’eroe dei suoi sogni, la sua speranza di salvezza..insomma il principe azzurro che, letteralmente, la salva dalla e cattiverie del mondo. Una volta salva, ad Abrielle torna improvvisamente in mente il gravissimo motivo di offesa nei suoi confronti…e tutto ricomincia come prima, fino a pochi capitoli dalla fine.
Raven è l’eroe che tutte noi amiamo:bello, intrepido, fedele, innamorato e paziente..anche troppo mi viene da dire.
Più interessante il rapporto tra Elspeth, madre di Abrielle, e il secondo marito Vachel, che per fortuna non è il solito patrigno perfido che si trova in molte storie, ma che è per Abrielle un vero padre.
Passando ai cattivi, ecco la mia perplessità: perché qui i cattivi sono tutti (a parte il giovane Thurstan) grassi? Il brutto è che qui alla descrizione di grasso, viene pure associata la precisa idea di viscido, sporco, malvagio, brutale. Ovviamente i buoni sono sempre snelle (le donne) e muscolosi (gli uomini), bellissimi e altrettanto ovviamente a queste descrizione è associata appunto l’idea di buono, nobile e coraggioso. E non è una cosa nuova nei romanzi di quest’autrice, solo qui mi è parsa molto più accentuata. Un messaggio davvero brutto e fastidioso.
Sorvoliamo poi sulla comicità involontaria data dalla storia secondaria tra Cordelia, amica ventenne (o anche di meno, visto che nel medioevo si sposavano giovanissime) e Cedric, il padre di Raven, descritto dalla stessa autrice come un uomo vicino alla sessantina. Ovviamente esistono unioni di questo tipo, ma la felicità e l’attrazione che la giovane dimostra per l’anziano sposo alla fine mi sono sembrate davvero forzate e improbabili.
Per fortuna il romanzo è scritto nello stile tipico della Woodiwiss, che ci affascina e cattura facendoci sorvolare anche sulle pecche del romanzo, non facendoci venire la voglia di lasciarlo a metà. Da qui il mio voto, 6/10…nonostante obiettivamente sia un romanzo abbastanza deludente.
Ma per fortuna possiamo consolarci rileggendo ROSA D’INVERNO, COME CENERE NEL VENTO, IL FIORE E LA FIAMMA…


Le domande di Mirtilla

Nel regolamente del premio assegnato, Mirtilla dava delle domande a cui rispondere....ecco le mie risposte:


  1. Ti ricordi qual è stato il primo libro che hai letto?  
TARON E LA PENTOLA MAGICA, edizioni Walt Disney



2  Scoppia un incendio nella tua libreria. Puoi salvare solo 3 libri. Quali salvi e perché? 

Disgraziaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Comunque vediamo...salverei I FRATELLI KARAMAZOV di Dostoevsky, IL FASCIOCOMUNISTA di Antonio Pennacchi e EMMA di Jane Austen.

Sigh!!! Sigh!!! Sigh-!!!

3- Con quale scrittore/scrittrice (vivente o defunto) ti piacerebbe andare a cena fuori? 

Jane Austen, Vasco Pratolini, Indro Montanelli.



4- Qual è il libro che ti piacerebbe aver scritto? LA LUNA SULLA BRUGHIERA di Rebecca Brandewyne, oppure CRONACHE DI POVERI AMANTI di Vasco Pratolini.



5- Quale è il libro più brutto che hai letto?Scelta difficile tra IL DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA  di Georges Bernanos o IL GIGLIO SULLA PELLE di Rosemary Rogers.

6- Hai mai usufruito del book crossing? No.

7-Dove acquisti generalmente i tuoi libri? In libreria o edicola.

8- Leggi gialli? se sì, chi è il tuo investigatore/investigatrice preferito/a?  A volte si, sopratutto quelli di Andrea Camilleri. E chi potrebbe essere il mio preferito se non il Commissario Montalbano? ; 


9- Ti capita mai di giudicare le persone da quello che leggono? No, anche perchè io sono spesso stata giudicata- male- per il fatto di leggere romance e chick lit, o per il fatto che mi è piaciuto TRE METRI SOPRA IL CIELO, quindi so cosa vuol dire e il fastidio che dà.

10- Qual' è la tua copertina preferita?  Ce ne sono tante, sopratutto di artisti romance, molto belle: potrei dire CHARLOTTE di Amanda Quick

11- Qual è l'ultimo libro che hai acquistato? Causa crisi economica è un sacco che non compor più nulla!!! :(

lunedì 6 agosto 2012

Un premio anche per me 2!!!!

Uno tiene un blog, ci scrive abbastanza spesso,lo fa con passione, perchè ci tiene,perchè gli piace.
Però su questo blog non capita quasi mai nessuno.
E' vero che è uno dei tanti blog sui libri, e per carità, non certo il migliore.
Però ammettiamolo, uno a volte ci rimane un po' male...almeno, per me è così.
Poi all'improvviso, in un giorno solo scorrendo due blog...scopro che ho ricevuto ben due premi!
Ieri, dopo aver pubblicato il post sul premio assegnatomi da Mirtilla, scorrendo il blog della neomamma Gaia ho trovato un'altro premio per il mio blog:




GRAZIE ANCHE A TE GAIA!


Questo avvalora il detto "pochi ma buoni", riguardo ai lettori stavolta!


Anche qui mi sottopogno al regolamento previsto:


1- Ogni persona deve raccontare 11 cose di sè;

2-Deve rispondere a 11 domande che gli ha fatto che gli ha conferito il premio e inventarne altre 11 da sottoporre ai blogger che premierà;
3- Scegliere11 blogger da premiare;
4- non si può ridare il premio a chi già te lo ha conferito.

In verità stavolta mi trovo in difficioltà con alcune regoline; io seguo pochi blog e molti di essi non sono aggiornati, quindi faccio  fatica a trovare 11 persone da premiare.



Intanto comincio con el 11 cose di me:


1- Avrei voluto vivere negli anni’60.Quando tutto andava bene, si era felici,si trovava subito lavoro, potevi comprare una casa in pochi anni(anche se ovviamente con tanti sacrifici),anche chi aveva poco poteva permettersi tutto o quasi( entro certi limiti ovviamente),c’erano tante possibilità di realizzarsi per tutti,c’erano i Beatles e altra musica fantastica, vestiti bellissimi, spensieratezza e sorrisi anche con poco…si può avere nostalgia di qualcosa che non si è vissuto e non si conosce se non tramite racconti di chi c’era?Nel mio caso sì, si può.

2- Da tempo immemorabile amo leggere e scrivere.Del leggere sapete già,dello scrivere un poco meno. Nel corso degli anni ho prodotto varie opere, tutte perdute purtroppo..ma vi farò sapere in modo più accurato.Nonostante ciò, non sono mai riuscita a tenere un diario, mi stufavo subito…

3- Odio i tradimenti,d’amore o d’amicizia..e fin qui direte “a nessuno piacciono!”.Sì,ma io li odio proprio,di un odio pazzesco e tremendo, a tal punto che quando sento storie di questo tipo sto male per giorni, perfino se le trovo in un libro o in un film!Sono capacissima di evitare un libro o un film dove i protagonisti sono due amanti,nonostante la mia regola generale è che non si può giudicare senza aver visto o letto….sono capacissima pure di togliere il saluto a persone che si rendono complici di tale “misfatto”e quando assisto comunque a questo tipo di storie (pure finte,lo ripeto)mi vengono pure forti dolori di pancia e di petto.Ed il bello è che non ho nel mio vissuto esperienze di questo tipo, né in famiglia né altro;chissà da cosa deriva?


4- Non mi piace cambiare negozi,preferisco andare solo in quelli in cui vado abitualmente da anni, e se sono costretta ad andare in un altro(di qualsiasi genere:parrucchiere,panetteria,gelateria ecc)mi sento sempre a disagio,anche se cerco comunque di vincere questa cosa provando vari negozi;


5- Non mi piacciono gli uomini con barba, baffi o pizzetto (o peggio tutti e tre insieme).Non riesco nemmeno a dire se sono belli o brutti,non li considero proprio dal punto di vista estetico..è più forte di me, se hanno anche solo un peletto in faccia diventano asessuati;


6- Non sopporto l’usanza di salutare chiunque con i tre bacetti.Non la sopporto con nessuno, però almeno farlo con amici o persone che comunque conosci almeno un po’ passi..ma quando ti presentano a un perfetto sconosciuto che senso ha?!E’ una stronzatissima…ma spesso mi tocca farla sennò la gente si offende,ormai non basta più la cara, vecchia stretta di mano!;


7- Di due feste non capisco il significato:ultimo dell’anno e Ferragosto.Per meglio intenderci, se mi invitano o se capita di fare qualcosa sono contenta:ma se non succede, amen.Non capisco davvero la gente che smania per andare via a Ferragosto o per andare da qualsiasi parte all’ultimo, altrimenti si disperano(non esagero:ho visto persone letteralmente giù per questi motivi!);


8- Mi affeziono molto alle cose:tutto quello che ho potuto tenere della mia infanzia l’ho tenuto, purtroppo non tanto quanto avrei voluto, anche per questioni di spazio(e di buonsenso, ovviamente).Tanto è vero che spesso quando sono costretta a sbarazzarmi di qualcosa mi spiace davvero molto…


9-Odio le domande stupide:ne facciamo tutti, ma alcune sono proprio…inqualificabili(tipo il giornalista che chiede al genitore del tizio appena ucciso:”lei come si sente ora?Perdonerà?cosa pensa delle persone che hanno ucciso suo figlio?”....Ma ti pare il caso?!);


10- Amo a storia:intesa come materia, mi piace scoprire come vivevano i nostri antenati, quali usi costumi edifici facevano parte della loro vita;


11- La gente spesso per conciliarsi il sonno usa vari metodi:beve latte caldo,conta le pecorelle ecc;io, nelle rare volte in cui questo succede, conto i libri che ho letto,oppure i film che ho visto.


Rispondo ora alle domande di Gaia:


1- Hai mai desiderato scrivere un libro?
Sì! da anni scrivo racconti e storie- solo per me, ho tentato un'esperimento di pubblicazione delle mie "opere" quando c'era Splinder ma èstato senza successo- ma non riesco mai a finirli..

2-Iltuo luogo preferito per leggere: non ce n'è uno, io leggo dove capita!

3- Ti lasci influenzare dalla recensioni che leggi di un libro? Quasi mai, se la trama mi attira leggo il libro anche se ho letto giudizi scadenti.

4-Hai pregiudizi contro qualche genere letterario? Ritengo di no, ho letto davvero di tutto, Moccia compreso, prima di dare un giudizio. Però cominciano a starmi sulle balls gli infiniti libri vampireschi...

5-Ti capita di abbandonare la lettura di un libro prima di averlo terminato? Qualche volta, ma non molto spesso,bisogna proprio che il libro in questione sia brutto e stufi da morire.

6-Leggi un solo libro per volta? No,anche due!

7-Ti paice ricevere libri in regalo? C'è Da chiederlo? ;

8- Ti paice regalare libri? C'è da chiederlo? ;)

9-Quando leggi prendi appunti o fai annotazioni? No, mai.

10-Il prossimo libro che vorresti leggere? "Il profumo del pane alla lavanda", di Sarah Addison Allen, già ritirato in biblioteca.

Metello, di Vasco Pratolini

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Firenze, primi del '900

Metello Salani è un giovane muratore orfano, lavorando in cantiere aderisce pian piano alla lotta a favore dei diritti degli operai,abbracciando l’ideale socialista e partecipando attivamente a scontri e manifestazioni.



Sposa Ersilia, figlia di un suo collega morto sul lavoro, e alla sua maturazione come uomo (quasi inesistente, ndr) si accompagna una maturazione come lavoratore...



Vasco Pratolini è un autore italiano che mi piace molto, racconta storie semplici di popolani

Nonostante il poco simpatico protagonista (che nei suoi rapporti affettivi ho trovato immaturo, egoista e superficiale, nonostante sia da tenete in conto che la sua mentalità corrisponde a quella tipica della sua epoca), il romanzo mi è piaciuto:soprattutto per la descrizione della Firenze umbertina coem ambiente e società, e per come vengono descritte le lotte, gli scioperi, il duro lavoro degli operai e in particolare dei muratori, la categoria a cui il protagonista appartiene.

Un mondo dove, ho notato, esisteva molto più di ora quella cosa chiamata solidarietà di classe: mentre i muratori scioperano gli altri lavoratori (e qui abbiamo una carrellata di figure oggi scomparse: sigaraie, operaie che realizzano fiori finti, donna di fatica all’ospedale) si tassano in modo da raccogliere, con una colletta, quel tanto che basta da dare agli scioperanti ogni settimana per vivere almeno un poco.

Una cosa del genere al giorno d’oggi non sarebbe possibile!

Come sempre lo stile è scorrevole e coinvolgente, i personaggi ben delineati con pregi e difetti, senza darne un giudizio ma solo raccontando le loro vite.

Un bel romanzo, un bel spaccato d’epoca come molti di questo autore.