giovedì 27 dicembre 2012

Fuga dal Natale, di John Grisham


 
Titolo originale: Skipping Christmas

Anno di Pubblicazione: 2001

Ambientazione: Stati Uniti, 2001

Nora e Luther Krank sono una coppia di coniugi di mezza età la cui figlia Blair per la prima volta non trascorrerà il Natale a casa, avendo deciso di partire volontaria per le terre più povere dell’America Latina.
I due coniugi decidono di cogliere l’occasione per evitare, almeno per una volta, lo stress e l’ipocrisia che le feste natalizie da sempre portano con sé: soldi spesi in party a cui si invita di tutto, beneficenze praticamente obbligate, regali inutili che verranno presto dimenticati…..al loro posto, quest’anno prenderanno l’occasione per spendere quei soldi nella crociera che da anni sognano ma che hanno sempre rimandato.
Ma i due scopriranno che sfuggire l’atmosfera natalizia è praticamente impossibile….




John Grisham è un autore famoso per i suoi thriller, mi ha quindi piacevolmente stupito scoprire questa suo romanzo-commedia, da cui penso potrebbe essere tratto un buon film, come già accaduto per vari altri romanzi di questo autore.
L’idea di base in realtà non è poi così insolita: molta gente vive il Natale come una costrizione con obblighi sociali inutili e irritanti, e credo che molti sognino un Natale “diverso”, magari stesi al sole di una bella spiaggia tropicale lontano dal caos e dal traffico vacanziero, lontano soprattutto dal consumismo in cui inevitabilmente si cade.
Nora e Luther, i due protagonisti, sono la tipica coppia americana benestante che vive nel tipico quartiere americano tranquillo, con villette uguali e un’umanità variegata, vicini cordiali ma più o meno impiccioni, a vario titolo; i due ingaggeranno una divertente ma anche interessante battaglia per rivendicare il diritto a passare un Natale come vogliono loro, scontrandosi con pregiudizi, curiosità e altro; dico interessante perché in un certo senso mi sono trovata anche io a riflettere di fronte alle reazioni dei vicini allibiti dall’idea che si possa trascorrere un Natale non convenzionale, anche per una volta sola. Reazioni che vanno dall’aperta incredulità, ai sospetti più strambi, a un vero e proprio boicottaggio contro l’idea dei due protagonisti…insomma, come si chiede Luther a un certo punto, è davvero possibile che una semplice decisione anticonvenzionale che non fa del male  a nessuno metta in crisi rapporti cordiali con gente che si conosce da anni?
Essendo una commedia alla fine Nora e Luther scopriranno una nuova dimensione del Natale, diversa ancora da quella da loro desiderata, e devo dire che non ho molto approvato la loro decisione finale, pur considerando che all’interno della storia andava bene così.
Lo stile del libro è scorrevole e ironico, una bella lettura natalizia un po’ insolita!

La tentatrice, di Mary Balogh



Titolo Originale: Sligthly tempted

Anno di pubblicazione:

Ambientazione:

Collegamento con altri romanzi:

Trama (dal blog Mondadori):

Giovane e bellissima, lady Morgan Bedwyn è in età da marito, e il conte Gervase Ashford, dal momento in cui posa lo sguardo su di lei, capisce che quella donna sarà lo strumento perfetto per la propria vendetta. Il matrimonio non rientra fra i suoi progetti, e neppure in quelli della fiera e indipendente Morgan, finché una notte di appassionata intimità provoca uno scandalo che potrebbe rendere la vendetta ancora più dolce. Ma nel contempo lei è riuscita a fare l’impossibile: sciogliere il suo cuore di ghiaccio. Venuta però a conoscenza della verità, ora Morgan non vuole più saperne di lui, e Gervase dovrà fare di tutto per riconquistarle il cuore…


Il romanzo dedicato a Morgan, la più giovane dei Bedwyn, è secondo me il più interessante, per molti aspetti.Se Gervase è infatti il solito libertino scottato da una brutta e ingiusta esperienza, ma poi redento dall’amore, Morgan è decisamente più originale, almeno quanto la sorella Freyja, ma in modo completamente diverso.
All’inizio della storia appare come una diciottenne come tante,emozionata per il recente debutto in società( anche se a dir la verità l’ha un po’ delusa),eccitata per il clima in cui si stanno svolgendo fatti storici importanti,insofferente la fatto di essere sempre controllata, anche perché non è facile essere sempre e comunque protetta e coccolata in quanto “piccolina”della famiglia!Il corteggiamento di Gervase la fa sentire più grande, è lusingata che un uomo quasi trentenne rivolga le sue attenzioni a una diciottenne debuttante;ma presto si trova davanti alla cruda realtà della guerra,e qui dà prova di una notevole maturità,molto più di certi adulti,assumendosi la responsabilità di curare incessantemente i feriti prima, e poi rifiutando di scappare abbandonando il fratello disperso alla sua sorte.
Tutto ciò affascina Gervase ma anche il lettore, colpito dal coraggio e dal carattere forte con cui la giovane affronta prove durissime e per lei del tutto nuove:una su tutte, il drammatico ritorno a casa con la notizia della morte di Alleyne.Morgan si trova a dover sopportare l’enorme responsabilità di raccontare a tutti come ciò è avvenuto. E poi la risoluzione da parte sua ( questa volta senza l’aiuto dei Bedwyn)del fattaccio che cambiò la vita di Wulfric e Gervase:personalmente mi è molto piaciuto come la Balogh risolve il mistero, anche se al posto di Gervase quelle due odiose( non hanno scusanti secondo me)non le avrei di sicuro perdonate;così si delinea sempre di più il personaggio del duca, si capisce cosa lo ha fatto diventare così, e insieme alla commovente scena in biblioteca dopo il funerale di Alleyne, cominciamo a intravederlo non solo come fratello maggiore, come duca di ghiaccio, come capo della famiglia…ma soprattutto come uomo.

giovedì 13 dicembre 2012

Un bacio per ricordare, di Teresa Medeiros

Titolo originale: A kiss to remember

Anno di pubblicazione: 2003

Ambientazione:

Trama (dal retro di copertina):

Laura Fairleigh ha assolutamente bisogno di un marito.

Se non si sposerà entro il suo ventunesimo compleanno perderà l'eredità lasciatale dalla benefattrice che l'ha cresciuta salvandola dalla povertà.

Così, quando incappa in un uomo senza passato, senza nome né memoria, decide di farne il suo promesso sposo.

Mai potrebbe immaginare che dietro quella faccia d'angelo si nasconde "il diavolo di Devonbrooke", il figlio della sua benefattrice, abbandonato dai genitori in tenera età e deciso a vendicarsi..



Questo bel romanzo di Teresa Medeiros è una favola con sottofondo di mistero ( non per nulla c’è un rimando ben preciso alla storia della bella addormentata, ma al contrario), una storia che alterna in modo ben calibrato momenti leggeri e divertenti a momenti più drammatici e riflessivi ( questi ultimi concentrati soprattutto nella seconda parte, anche se non mancano nella prima). Scrivere una trama facendo convivere questi elementi così differenti senza scadere nell’ovvio o nella ridicolaggine, ma l’autrice riesce a evitare abilmente questo inconveniente usando uno stile di scrittura intelligente e ironico, che sdrammatizza molti lati “pesanti” della vicenda.
I due personaggi principali, Sterling e Laura, sono molto diversi tra loro, potremmo addirittura dire che l’una è l’antitesi dell’altro: tanto lei è dolce, sognatrice, serena nonostante una vita non proprio facile (segnata dalla perdita di entrambi i genitori e dell’amata tutrice), diretta nell’esprimere le proprie opinioni ed emozioni, tanto lui è ombroso, a tratti distante, sofferente a causa dell’abbandono patito che l’ha temprato la punto di renderlo incapace ( o per meglio dire pauroso) di esprimere i suoi sentimenti per paura di esporsi troppo, di rivivere il trauma che l’ha colpito da bambino.
Nel corso del romanzo queste due persone agli antipodi sapranno venirsi incontro ( sebbene gli sforzi più grossi li faccia quasi sempre lei, prendendo l’iniziativa) e costruire insieme un vero matrimonio, prendendo come base il buono della farsa iniziale, che altrimenti rischiava di cadere nel dimenticatoio.
A questi due personaggi così significativi e ben tratteggiati vanno aggiunti una serie di comprimari non da meno, che rendono il racconto ancora più accattivante e divertente, personaggi che rimangono nel cuore di chi legge: Lottie e George ( i fratellini di Laura), Dower e Cookie ( la coppia di domestici), Thane e Diana ( amico e cugina di Sterling, protagonisti di una toccante sottostoria). E su tutti aleggia Lady Eleonor, sempre presente non solo nel ricordo dei protagonisti ma anche ( mia opinione personale) come benevolo spirito guida della vicenda; non per nulla ogni capitolo si apre con una frase tratta da una sua lettera.
E infine, come non ricordare tra i momenti più divertenti del romanzo ( e forse non solo di questo) gli spassosi tentativi di Lottie di far fuori il povero fidanzato della sorella, ispirandosi ai romanzi di Ann Radcliffe?!
Insomma, per chiunque abbia intenzione di leggere questo romanzo, sappiate che state per venire a conoscenza di un piccolo gioiello del suo genere.

martedì 11 dicembre 2012

Grandi speranze, di Charles Dickens

Titolo originale: Great expectations

Anno di pubblicazione: 1861

Ambientazione: Inghilterra, 1812-1840

L’orfano Pip vive con la sorella e il cognato Joe in una piccola cittadina; un giorno viene chiamato a casa della signorina Havisham, un’eccentrica donna che dopo una delusione d’amore vissuta molti anni prima vive rinchiusa in casa e senza nessun contatto con il mondo, per giocare con la di lei figlia adottiva Estella.
Sin dai loro primi incontri il ragazzino si invaghisce di Estella, che bellissima e sprezzante si dimostra sempre fredda e indifferente; dopo qualche tempo la ragazzina viene mandata in collegio e i due non si rivedono più.
La vita di Pip cambia improvvisamente quando, grazie a un misterioso benefattore, viene prelevato dalla famiglia d’origine per essere condotto a Londra ed educato per diventare gentiluomo; si apre  per il giovane una nuova vita e comincerà a nutrire alcune “grandi speranze”, appunto, tra le quali la principale è quella di conquistare il cuore di Estella….

Leggere un romanzo di Dickens è sempre un piacere! Anche quando la storia non mi coinvolge particolarmente (come era capitato, invece, per DAVID COPPERFIELD o CANTO DI NATALE), è un autore che sapeva fare il suo mestiere più che egregiamente, e quindi è il meglio che si può trovare se si sente il bisogno di leggere un libro scritto come si deve- ad esempio- o se si sente il bisogno di trovare personaggi degni di nota…ovviamente, allargando la considerazione, se si vuole andare sul sicuro cercando queste cose è sempre meglio scegliere un classico!
Le peripezie dell’alternamente sfortunato/fortunato Pip (sebbene per lungo tempo la sua non sia una vita piacevolissima, a chi non piacerebbe ricevere una misteriosa eredità che lo toglie dalla povertà?) si snodano per molti anni, illustrandoci la sua crescita e la sua maturazione, processo che avverrà non facilmente e, sotto alcuni aspetti, in maniera dolorosa, tanto che le “Grandi speranze” a cui fa riferimento il titolo verranno crudelmente disilluse e lo riporteranno alla realtà, rappresentata dalle sue origini, senza però per questo mostrare la osa come per forza negativa.
Il personaggio sicuramente più degno di nota del romanzo, e forse addirittura uno dei più importanti personaggi dickensiani è però la signorina Havisham, un personaggio così forte e intenso, a mio avviso, da colpire come un pugno nello stomaco; la triste dama che vive rinchiusa nella propria casa vestita col vestito da sposa che indossava anni prima, e che ha fermato il tempo (letteralmente: persino gli orologi della casa sono regolati sull’ora infausta) al giorno che doveva essere del suo matrimonio, e in cui invece il fidanzato le inviò una lettera comunicandole che era fuggito con un’altra. Un personaggio doloroso, di un dolore talmente grande che diviene addirittura palpabile, e sinceramente ogni lettore non potrà che provare pietà anche davanti ai gesti più crudeli della donna.
Al confronto, ho trovato veramente insignificante Estella, bellissima sì, ma vuota e priva di fascino se non per il protagonista. Nemmeno la sua alterigia o la sua freddezza servono più di tanto a darle una qualche visibilità,anche negativa; alla luce di tutto ciò non ho compreso fino in fondo l’innamoramento di Pip, se non come una ossessione o il vedere in Estella un simbolo proprio delle sue Grandi speranze. Nel finale comunque le cose si aggiustano.
Nonostante la lunghezza, la storia si svolge in modo lineare e semplice, con varie scene emozionanti e significative (la descrizione di casa Havisham, il racconto della storia di Miss  Havisham o il ritorno del forzato, ad esempio), rendendo la lettura appassionante e niente affatto noiosa o pesante.

domenica 9 dicembre 2012

Un dono speciale, di Danielle Steel



Titolo originale: A speciale gift

Anno di pubblicazione: 1998

Ambientazione: Stati Uniti,  anni '90

Jack Watson ha 59 anni ed è proprietario della catena di boutique più famosa di Beverly Hills, la “Julie’s”, chiamata così in onore dell’amata figlia Julie; dopo la fine del suo matrimonio si è dedicato alla bella vita del playboy, senza pensieri né preoccupazioni. Oltre a Julie ha anche un figlio, Paul, che è sposato con Jan, figlia di Amanda Robbins, ex stella di Hollywood che dopo il matrimonio ha rinunciato alla carriera in favore della famiglia.
Quando il marito di Amanda muore, la donna precipita in un profondo stato di depressione; finchè un giorno, partecipando alla festa di Natale organizzata dal consuocero per fare piacere alla figlia, Amanda e Jack finalmente hanno modo di incontrarsi e di approfondire la conoscenza. Inaspettatamente nasce un sentimento profondo che però scatenerà contrasti in famiglia, e non solo….




Sono affezionata a Danielle Steel, perché è grazie a quest’autrice che ho scoperto il mondo della letteratura rosa che mi ha pian piano portato alla scoperta del romance vero e proprio. Quindi per me, a volte, è un piccolo dispiacere notare come questa autrice abbia in realtà più difetti che qualità (mio parere personale, ovvio, visto che comunque è una delle scrittrici americane più amate). Questo romanzo, che ho letto parecchi anni fa, ne è un esempio lampante, molto più di altri.
Inizio subito dicendo che un merito non indifferente, a mio avviso, ce l’ha, ed è quello di scegliere come protagonisti di una storia d’amore non i soliti giovani tormentati, o i soliti quarantenni a un bivio, ma due persone ormai sulla soglia della vecchiaia (o comunque, così avviate). Non è molto comune come scelta narrativa, sembra che, a dispetto del romantico detto “l’amore non ha età”, le persone comprese in una fascia d’età più matura siano tagliate fuori da sentimenti forti, e secondo me è sbagliato.
Detto questo, passiamo alla parte dolente, cioè praticamente a tutto il resto.
Jack e Amanda sono quelli che potremmo definire due tipici americani, non certo semplici americani ma appartenenti allo star system.
Jack è il tipico playboy che ha due soli affetti importanti nella vita, i due figli, e una riuscita carriera nel mondo della moda, essendo infatti proprietario della più esclusiva boutique delle star; la sua vita sentimentale è stata costellata da una serie di delusioni (dovute principalmente al fatto di non saper resistere alle donne, ma su questo la nostra Steel glissa…) e dalla perdita in un terribile incidente di un grande amore. Tutto ciò ha contribuito a renderlo un uomo cinico e disincantato nei confronti dei sentimenti, anche di quelli altrui; infatti non crede più all’amore vero.
Amanda è invece una donna bellissima, eccezionale, ottima moglie e madre, la più grande attrice della sua epoca, piena di qualità ribadite a ogni pagina, e chi più ne ha più ne metta… insomma la perfezione fatta persona! Giovanissima, ha sacrificato alla felicità familiare la sua, come abbiamo detto, splendente carriera, senza peraltro rimpiangerla perché è stata una moglie e madre felice…finchè la morte dell’amato marito non la fa piombare nella depressione più cupa, tant’è vero che per un anno non esce nemmeno di casa! Poi dopo un anno si lascia convincere dalla figlia (nuora di Jack) a partecipare alla festa di Natale organizzata dal suocero… e qui comincia la metamorfosi: Amanda e Jack, che prima di questa occasione si erano visti pochissime volte in quanto non si potevano sopportare (lui dall’alto del suo cinismo irrideva la famiglia felice di lei, lei dall’alto della sua moralità condannava col dito puntato la sua vita libertina), scoprono ciascuno i lati positivi dell’altro, e l’impressione è talmente buona che decidono di approfondire la conoscenza. E i due che per anni non si potevano vedere diventano, nel giro di due pagine, affiatatissimi: cene, spiagge, viaggi, locali all’ultimissima moda… insomma tutto quello che, a quanto pare, serve per far nascere un amore unico, che ovviamente supera qualsiasi sentimento entrambi abbiano potuto provare prima (compreso, per Amanda, quello del marito buonanima). E qui come ho già detto per altri romanzi, non metto certo in discussione il fatto che un vedovo possa provare di nuovo l’amore, ci mancherebbe, ma perché spesso in questi romanzi si fa sempre il paragone tra la nuova unione e la vecchia, a svantaggio di quest’ultima? Non è brutto e di cattivo gusto?
Tra l’altro questo sentimento, che dovrebbe essere più maturo anche data l’età dei protagonisti, è narrato come se i due fossero adolescenti, e non solo per il trasporto con cui si abbandonano alla passione, ma proprio per l’inconveniente che ne nasce, letteralmente parlando… proprio così: alla tenera età di 52 anni Amanda resta incinta!
Ora, non starò a tediarvi con tutto quello che succede dopo, mi pare di aver detto già abbastanza, ma riassumendo:
1- Amanda è una ex attrice ricordata nella storia del cinema anche dopo il suo ritiro in favore della famiglia (e qui non vi viene in mente una certa principessa?), ma alla festa di Jack, dove partecipano celebrità come Tom Cruise, Michael Jackson e Liz Taylor nessuno la riconosce;
2- All’età di 52 anni, già madre di due figlie, Amanda rimane incinta e quando si sente male non riesce assolutamente a capire di cosa possa trattarsi…
3- Siccome ci tengono alla moralità, Amanda e Jack decidono di regolarizzare la loro unione... al nono mese di gravidanza; ma ormai che fretta avevano? E ovviamente lei partorisce la prima notte di nozze…
Decisamente sullo sfondo, ed esclusivamente asservito alla passione dei genitori, la storia di Paul e Jan, i due figli di Amanda e Jack; banalizzando così un problema serio come la difficoltà di molte giovani coppie di avere un figlio; mentre i nonni a quanto pare ritornano ragazzini.
Concludo con un’osservazione: dopo tutta l’accozzaglia di astrusità che ha scritto in questo libro, l’autrice poteva almeno sprecarsi a farci sapere il nome del neonato…
Tiziana
P.S: scusate la lunghezza, ma erano dieci anni che tenevo ‘sti sassolini nella scarpa…

Una lady scandalosa, di Mary Balogh


Titolo originale: Slightly scandalous

Anno di pubblicazione: 2003

Ambientazione: Inghilterra, 1810

Collegamenti con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie Bedwyn

Trama (dal sito Mondadori):

"Sorella di quattro indomiti fratelli, Freyja Bedwyn è cresciuta insolitamente spavalda per una lady. Una donna esuberante che desidera solo avventura e libertà. Durante un soggiorno a Bath, un affascinante sconosciuto irrompe nella sua camera pregandola di nasconderlo. Si tratta di Joshua Moore, marchese di Hallmere, che, intrigato dal suo spirito indipendente, le fa una proposta: fingersi la sua fidanzata per mandare all’aria i progetti matrimoniali organizzati dalla sua famiglia.
Per due persone determinate a non sposarsi e a conservare la propria libertà sembra un piano perfetto, finché non si fanno i conti con la passione…"




Il terzo romanzo della serie SLIGHTLY è la storia di Freyja,la maggiore delle due sorelle Bedwyn.Un personaggio su cui mi pare che la Balogh abbia calcato un po’ troppo la mano:possibile che il famoso destro le scappi così spesso?!Per il resto una figura abbastanza interessante:non bella, ancora nubile a 25 anni ( per l’epoca una zitella senza speranza),con un caratterino piuttosto esplosivo e senza reticenza:una lady davvero scandalosa, che fa prendere più volte un colpo alla sua chaperon e ( anche se lui non lo da certo a vedere)al glaciale fratello Wulfric con i suoi colpi di testa.In questa esuberante donna convivono anche momenti di malinconia a causa di una cocente delusione d’amore ( meglio spiegata nel romanzo A SUMMER TO REMEMBER), che ha lasciato qualche ferita nel suo animo, facendole scoprire una fragilità insospettata.
Tutte cose che affascinano Joshua(compresi i colpi di testa, per esempio l’averlo affrontato davanti a tutti e soprattutto la famosa scena iniziale alla locanda, che fanno intuire al marchese che sotto l’apparente alterigia c’è una donna dai sentimenti passionali almeno quanto i suoi, e con cui scoprirà che vale la pena di rivedere le proprie convinzioni sul matrimonio.
Lui, Joshua, non mi ha colpito molto:a parte l’affetto per le cugine e la generosità verso la loro ex governante, nubile e con un figlio illegittimo, non ho trovato altri tratti che mi facessero affezionare a lui come con altri personaggi…anche se forse questi dovrebbero bastare, in quanto denotano una persona molto generosa ( al limite dell’improbabile).
Anche il mistero in cui è coinvolto è abbastanza prevedibile, ravvivato come sempre dalla partecipazione in massa della famiglia Bedwyn, che come ormai sappiamo di fronte ad avventure e intrighi non si tirano certo indietro!


giovedì 6 dicembre 2012

L'inferno sono gli altri, di Silvia Giralucci

Anno di pubblicazione: 2009

Ambientazione: Padova


Il 17 giugno 1974 a Padova, un commando delle Brigate Rosse penetrato in una sezione dell’MSI uccideva Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, gli unici due presenti.
I due furono le prime vittime delle Brigate Rosse.
35 anni dopo Silvia, la figlia di Graziano Giralucci, che all’epoca della morte del padre aveva tre anni, diventata giornalista cerca di ricostruire i fatti che portarono alla morte del padre partendo dalla ricostruzione del clima dell’epoca; per farlo, sceglie di ascoltare i racconti di persone che c’erano e che in alcuni casi ebbero a che fare con il caso riguardante il duplice omicidio…




Altro libro appartenente al filone “vittime del terrorismo”, che per fortuna sta trovando sempre più spazio e attenzione presso il grande pubblico. In questo caso, parliamo di una vittima diventata famosa solo dopo molto tempo e grazie alla battaglia della figlia Silvia; Graziano Giralucci appunto, che per molto tempo fu considerato vittima di serie B in quanto missino.
E quindi, a differenza- ad esempio- del commissario Luigi Calabresi e del giornalista Walter Tobagi (i cui figli Mario e Benedetta hanno scritto altri due libri del genere, molto belli e toccanti), per anni caduto nel dimenticatoio, come purtroppo accaduto per varie altre vittime, i cui familiari (sia detto senza nessuna volontà di offendere o giudicare) non hanno voluto o saputo rendere pubblica la memoria dei loro cari, cosa che sarebbe molto utile al fine del ricordo,soprattutto per quelle tante vittime che ancora non hanno avuto giustizia.
A differenza dei due libri citati, Silvia Giralucci decide di narrare non tanto la storia della vita del padre ma di ricostruire il clima dell’epoca, per capire come si è potuti arrivare effettivamente a gettare l’Italia in un periodo cosi buio, come si possa essere arrivati a uccidere in nome dell’ideale politico. Per farlo, sceglie di intervistare varie persone che quegli anni li hanno vissuti, e che hanno partecipato a vario titolo anche alla vita sociale e politica: c’è la studentessa ex rivoluzionaria, c’è il militante di Potere operaio pentito, c’è il giornalista arrestato perché scambiato per un telefonista delle Br, c’è il militante irriducibile, c’è il professore minacciato dagli studenti universitari…tutti personaggi che, con le loro storie, aggiungono un tassello alla volta alla ricostruzione e, in questo senso, anche alla comprensione (che non è mai giustificazione).
Personalmente avrei dato due schiaffoni alla ragazza dello yoga e al militante irriducibile…mia opinione personale, lasciatemelo dire!
Ad ogni  personaggio è dedicato un capitolo, l’autrice usa uno stile asciutto e preciso che contribuisce a mio avviso a rendere interessante l’argomento senza cadere nella “trappola” di far diventare il libro un saggio.
Della vita di Graziano Giralucci e della sua famiglia veniamo a sapere poco, ma quel poco secondo me è esaustivo nel rimarcare l’assenza e il vuoto che la sua morte hanno lasciato soprattutto in Silvia, che avendo tre anni ha potuto conoscere il padre solo attraverso i racconti altrui; molto toccante il punto in cui racconta che nel 1991, quando l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga propose la grazia al capo delle Br Renato Curcio (condannato come mandante morale per l’omicidio del padre dell’autrice e di Giuseppe Mazzola) e la ventenne Silvia, indignata, gli scrisse una lettera di protesta che non ebbe mai risposta. Dato che il presidente in questione nel corso degli anni ha trovato il tempo per dialogare con vari terroristi, trovo che questo atteggiamento sia significativo della solitudine e dell’abbandono che, la di là delle belle parole ufficiali, lo Stato ha sempre riservato alle vittime, che fossero di terrorismo o di mafia poco importa….

mercoledì 5 dicembre 2012

Wish list natalizia

Ecco la lista di libri che mi piacerebbe ricevere per Natale...e che non riceverò, è matematico: quando mi regalano libri quasi mai azzeccano i miei desideri:


1- Italiani di domani (Beppe Severgnini);

2- PIccoli limoni gialli (Kajsa Ingmarsson);

3- Guido Rossa, mio padre (Sabina Rossa);

4- Madama Sbatterfly (Luciana Littizzetto);

5- un romanzo qualsiasi di Andrea Camilleri;

6- La lista dei desideri dimenticati (Robin Gold);

7- Ho il tuo numero (Sophie Kinsella);

8- La ragazza fantasma (Sophie Kinsella);

9- Storia dei Beatles a fumetti;

10- un libro qualsiasi sui Beatles;

11- La pancia degli italiani (Beppe Severgnini);

12- Lo schiocco- Storie della strage di Brescia (Giancarlo Feliziani).

A dire il vero però non mi dispiace nemmeno ricevere dei libri "a sorpresa": molte volte ho avuto piacevoli sorpresa, per esempio è stato così che ho scoperto "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon o "Il Cavaliere d'inverno" di Paullina Simmons, due dei miei libri preferiti...poi un ibro è sempre un regalo gradito, mi è capitato molto di rado che mi regalassero libri che non mi piacevano.
E voi? Che libri vorreste ricevere sotto l'albero?

Incidente d'amore, di Mary Balogh

Titolo originale: Slightly wicked

Anno di Pubblicazione: 2003

Ambientazione: Inghilterra, 1800

Collegamenti con altri romanzi:

Trama presa dal sito Mondadori:

"Miss Judith Law si sta recando dalla zia per diventare la sua dama di compagnia, quando la carrozza su cui viaggia incorre in un incidente. Soccorsa da un irresistibile sconosciuto, la ragazza si ritrova a condividere con lui la camera di una locanda e una notte di intensa passione, forse l’unica che potranno mai avere. Perché l’ultima cosa che Judith si aspetta è di incontrare di nuovo quell’uomo. E quando succede, è un vero shock per lei scoprire che si tratta di lord Rannulf Bedwyn, lo scapolo più ambito dell’alta società e l’ultimo ricco pretendente della cugina. Judith è decisa a tenersi in disparte, ma Rannulf, ora che l’ha ritrovata, è determinato a farle perdere la testa… e il cuore."



Il secondo romanzo della serie dedicata ai Bedwyn è la storia di Rannulf, una cosiddetta “simpatica canaglia” che nella vita,a differenza dei due fratelli maggiori, persegue l’obiettivo di spassarsela più che può;nonostante all’età di 28 anni,come gli fa notare la nonna che tenta inutilmente d’accasarlo,sarebbe ora che si prendesse qualche responsabilità…ma in fondo il fascino di questo personaggio è proprio l’essere scanzonato e prendere la vita come viene, caratteristiche che durante il racconto abbandonerà un poco ( ma non del tutto) a causa del processo di maturazione verso cui l’avvia l’amore per Judith.
La quale a sua volta è un personaggio molto interessante:giovane,dal fisico formosa e dagli splendidi capelli rossi, è sempre stata costretta dai familiari bacchettoni a nascondere la sua bellezza,e con essa la sua personalità vulcanica e passionale (e anche l’amore per la recitazione, all’epoca considerata disdicevole),sotto abiti informi e orribili cuffiette. I giorni passati alla locanda con Rannulf sono solo il primo passo del suo processo di liberazione da questi condizionamenti;la sua mutazione sarà graduale, ma alla fine dal bozzolo uscirà una splendida farfalla!
INCIDENTE D’AMORE è molto più avventuroso del precedente SPOSA A META’ e, personalmente, anche se la storia del complotto è chiara fin dall’inizio, ho seguito con interesse le varie tappe che portano alla risoluzione del mistero. Probabilmente grazie anche al coinvolgimento di tutti gli altri Bedwyn, che quando appaiono calamitano l’attenzione, e soprattutto del duca Wulfric, il personaggio più misterioso e più interessante della serie,di cui cominciamo a intuire qualcosa sotto la scorza di ghiaccio di cui è virtualmente rivestito.
Concludendo, mi rivolgo a chi l’ha letto per soddisfare una curiosità personale:a me il personaggio di Branwell è sembrato ispirato al fratello delle sorelle Bronte, e non solo nel nome:un giovane di talento ma scapestrato e superficiale, che porta alla rovina economica l’intera famiglia intaccando anche la dote delle sorelle…magari mi sbaglio a la somiglianza non mi è sembrata casuale,voi cosa ne dite?

venerdì 30 novembre 2012

Sposa a metà, di Mary Balogh


Titolo originale: Sligthly married

Anno di pubblicazione: 2003

Collegamenti con altri romanzi: è il primo romanzo della serie Bedwyn, composta da:

- Sposa a metà;
- Incidente d'amore;
- Una lady scandalosa;
- La tentatrice;
- Innamorarsi di un lord;
- Il duca di ghiaccio.



(Dal retro di copertina): Come tutti i nobili della famiglia Bedwyn, il colonello Aidan è tanto orgoglioso quanto pieno di coraggio.
Ma in più ha un cuore fedele e appassionato; ed è proprio la fedeltà alla promessa fatta a un amico sul punto di morte ad averlo portato a Ringwood Manor per proteggerne la famiglia.
Mai si sarebbe però aspettato che Eve, sorella del defunto, rifiutasse ostinatamente la sua protezione.
Ma quando Eve rischia di restare senza casa, Aidan e costretto a fare l'unica offerta che lei, nelle sue condizioni, non può permettersi di rifiutare...

Comincia così la più bella serie dedicata a una famiglia di quelle finora da me lette, la serie dei fratelli Bedwyn,: quattro fratelli e due sorelle,a ognuno dei quali è dedicato un romanzo. Mary Balogh inizia raccontando la storia di Aidan ,il secondogenito.
Fin da subito appare chiaro che, almeno in questo romanzo, non conta tanto l’originalità della storia , che ricalca i romanzi d’amore più consueti, ma la caratterizzazione dei personaggi e il senso di unità dato all’apparire dei componenti della famiglia Bedwyn, che si ritrova anche negli altri libri...per loro si potrebbe usare il motto dei Tre moschettieri:tutti per uno e uno per tutti!
Ma torniamo ai personaggi della nostra storia.
Aidan Bedwyn è un uomo apparentemente rigido e sicuro di sé,con un grande senso del dovere e della responsabilità che lo porta anche a sacrificare la sua libertà personale pur di mantenere la parola data.In realtà,ed è questo che mi ha molto colpito di lui, dietro a questa apparenza rigida nasconde un animo buono e generoso, che vive con disagio una carriera militare impostagli dal fratello maggiore,cosa che ha causato qualche spiacevole dissapore tra i due.
Un uomo affidabile, solido come una roccia pur con tutte le sue fragilità,e sicuramente uno che non si ferma all’apparenza:in una delle mie scene preferite, quando Eve gli confessa di non essere più vergine, lui le risponde serio “ Nemmeno io”…in quanti l’avrebbero fatto?
La sua anima gemella non può essere che Eve:figlia di un ex minatore arricchito, vive una serena esistenza occupandosi dei più bisognosi in modo attivo e senza farli sentire di peso ( ad esempio ha assunto come governante una ragazza madre scacciata da tutti e come giardiniere un reduce senza un braccio);è una donna dolce e gentile ma non stucchevole, piena di buon senso e determinazione, anche se con qualche pregiudizio iniziale verso Aidan, che ritiene borioso e arrogante.
L’autrice guida il lettore a piccoli passi nella scoperta del loro amore insieme ai nostri due protagonisti, di cui colpiscono soprattutto la paura e la voglia di lasciarsi andare alle cure l’uno dell’altro.
E come si possono dimenticare i restanti Bedwyn, con l’altezzoso duca in testa, che riempie di sé la scena fin dalla sua prima, formidabile apparizione nel salotto di Eve ( e che dire della scena finale in tribunale?)…i nostri rimangono subito nel cuore e nella mente del lettore ognuno caratterizzato da un singolare apsetto fisico e da un tratto saliente del proprio carattere che lo distingue dagli altri, facendo venire voglia di leggere subito e in fretta ogni romanzo della serie per vedere cosa accade a ognuno di loro.
Una famiglia davvero formidabile!

giovedì 29 novembre 2012

Read in progress

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

Sto leggendo BACIAMI SOTTO L'ALBERO, di Roberta Ciuffi



What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
GRANDI SPERANZE, di Charles Dickens.



 
What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)

L'INFERNO SONO GLI ALTRI. CERCANDO MIO PADRE, VITTIMA DELLE BR, di Silvia Giralucci.

martedì 27 novembre 2012

Accarezzami, madre- di Diego Della Palma


In questo libro Diego Dalla Palma rievoca la storia del suo rapporto con la madre Agnese, una donna semplice ma con un carattere forte, che ha avuto con il figlio un rapporto tormentato. Di certo basato sull’amore, ma anche su profondi conflitti che l’autore ha faticato molto a sanare…


Diego Dalla Palma è uno dei miei personaggi preferiti;avendolo visto anche dal vivo, mi ha dato l’impressione di essere una persona profonda, sensibile e saggia.
Questo suo libro autobiografico ha confermato questa impressione: uno splendido omaggio a una mamma molto amata ma con cui il figlio ha dovuto, sin dalla più tenera infanzia, confrontarsi e un poco “combattere”, in quanto le loro sensibilità diverse (o forse, troppo simili) non si sono mai capite del tutto.
Attraverso questo libro, che rappresenta anche una sommaria biografia di Della Palma, veniamo a conoscenza di episodi particolari della sua vita,.come il triste e squallido soggiorno in un collegio gestito da preti (dove pare l’autore subì anche delle molestie) o le difficoltà che ebbe quando, ragazzo sempre vissuto in un piccolo paese, se ne andò deciso ad affrontare il mondo per realizzarsi nella vita. La  vera protagonista è comunque sempre la madre, Agnese, una donna bella e decisa, che probabilmente sognava una vita diversa da quella che ha avuto e che per questo, nonostante tanti contrasti e tanta severità, ha saputo in fondo capire il bisogno del figlio e sostenerlo, anche quando magari non condivideva o non capiva.
Una donna, per come viene dipinta, a suo modo speciale  e sicuramente di mentalità più aperta di tanti che si professano tali ma lo sono solo a parole, nonostante sia sempre vissuta in un piccolo paese e fosse di umile estrazione sociale; una persona “vera”, autentica, di quelle che rimangono impresse nella mente. Molti passi di questo libro, ma anche il tono dell’autore nel narrare e nel descrivere, sono sicuramente l’omaggio migliore per una madre; un libro intenso, affettuoso,un omaggio pieno d’amore, come forse in vita non erano riusciti a esprimersi l’un l’altro.
Davvero un libro che vale la pena di leggere.

sabato 24 novembre 2012

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA  ALTO COME UN VASO DI GERANI, di Giacomo Poretti, EDIZIONE MONDADORI.
Nessun semaforo, una manciata di case e negozi, e un campanile che svetta come un faro nel mare verde dell'Alto Milanese, già però punteggiato di fabbriche e fabrichette che ne stanno cambiando irrimediabilmente la fisionomia. E, soprattutto, volti e voci di un'umanità anch'essa in trasformazione, ma ancora sospesa prima della "rivoluzione". Sono gli anni Sessanta e Settanta, e il paese, con i suoi ritmi lenti, i suoi riti, i suoi "personaggi", riesce ancora per un momento, forse per l'ultima volta, a dare significato e calore alla vita dei suoi abitanti. Villa Cortese, in questo senso, incarna tutti i paesi di un Nord Italia che si avvia al boom economico senza sapere che poi niente sarà più come prima, del tutto ignaro dei costi della travolgente corsa al benessere. Custode fedele di questi ricordi, Giacomo Poretti ce li porge con la delicatezza di chi sa di maneggiare qualcosa di fragile e unico, con il candore di uno sguardo infantile acuto ma privo di malizia. Il suo umorismo non è mai crudele, e non c'è ombra di sarcasmo - semmai affetto e compassione - per un piccolo mondo al tramonto. All'interno di questa storia corale, che si dipana tra colonie estive, scuole, oratori, bar, officine, campi e garage, si susseguono le stagioni della vicenda di un uomo che, lungo il proprio percorso, avvertirà tutta l'angustia e i limiti del paese, l'insidia nascosta nel suo abbraccio protettivo.


ESCE IN LIBRERIA ITALIANI DI DOMANI, di Beppe Severgnini, EDIZIONE RIZZOLI.



 
L’Italia deve pensare in avanti. Non è un lusso, è una necessità. Con questo libro Beppe Severgnini ci spinge a “riprogrammare noi stessi e il nostro Paese (brutto verbo, bel proposito)”. E offre agli italiani di domani - questione di atteggiamento, non solo di anagrafe - otto suggerimenti: semplici, onesti, concreti. Sono le otto T del tempo che viene, otto chiavi per aprire le porte del futuro.
1. Talento - Siate brutali
2. Tenacia - Siate pazienti
3. Tempismo - Siate pronti
4. Tolleranza - Siate elastici
5. Totem - Siate leali
6. Tenerezza - Siate morbidi
7. Terra - Siate aperti
8. Testa - Siate ottimisti
Dietro le otto porte, non c’è necessariamente il successo. Ma di sicuro c’è una vita - e un’Italia - migliore.






ESCE IN LIBRERIA  REGALO DI NOZZE,  di Andrea Vitali, EDIZIONE GARZANTI.

Ercole Correnti ha ventinove anni, tra qualche giorno si sposa, dopo cinque anni di fidanzamento. In una calda domenica d'agosto, mentre sta andando a pranzo dalla mamma, sul lungolago vede una Fiat 600 bianca. È uguale alla macchina sulla quale lui aveva fatto il primo viaggio della sua vita, vent'anni prima. Con mamma Assunta, papà Amedeo e soprattutto lo zio Pinuccio. Indimenticabile, quella gita, come lo zio Pinuccio. "Nato gagà", come diceva sua sorella Assunta. Ma anche insuperabile cacciaballe, raccontava di essere mediatore d'affari per i grandi produttori di seta del comasco. Grazie ai suoi mirabolanti racconti, era in grado di affascinare qualunque femmina gli capitasse a tiro. Ma anche un po' misteriosa, quella gita: Ercole ne riuscirà a scoprire i retroscena solo vent'anni dopo, in quell'afosa domenica di fine agosto.




ESCE IN LIBRERIA IO LO CHIAMO CINEMATOGRAFO, di Francesco Rosi, EDIZIONE

"Il cinema, allora, era una grande famiglia, è vero. C'era un rapporto di comprensione, anche di affetto. Poi ci sentivamo tutti parte di una grande avventura, far rivivere sullo schermo la vita." Proprio di "grande avventura" è il caso di parlare a proposito di Francesco Rosi, classe 1922, che in questo libro ha deciso di raccontare la propria vita e i segreti del suo mestiere a un altro regista, il suo amico Giuseppe Tornatore. E in famiglia, nella Napoli degli anni Trenta, "legata a doppio filo con il suo mare", che tutto comincia: papà Sebastiano, appassionato di cinematografo, gli scatta magnifici fotoritratti, ispirandosi anche a Jackie Coogan, il protagonista del Monello di Charlie Chaplin. Poi ci sono zio Pasqualino, "capo-claque" nei teatri di rivista, e zia Margherita, che lo accompagna ogni giovedì al cinema, dove il piccolo Francesco scopre la magia dei primi film muti. Nell'immediato dopoguerra Rosi si trasferisce a Roma dove, insieme a una spiccata passione per il teatro e per la letteratura, porta con sé lo stupore per quelle sagome di ombre e luci che si agitano su uno schermo bianco. E capisce che il cinema diventerà il suo mestiere. In questo libro-intervista che è insieme autobiografia e saggio critico, Rosi ci svela una miniera di informazioni e aneddoti che riguardano i suoi film e la sua carriera di regista, senza lasciare "fuori campo" gli aspetti più intimi e privati di una vita intensa e coraggiosa.


ESCE IN LIBRERIA UNA VOCE DI NOTTE, di Andrea Camilleri, EDIZIONE SELLERIO.

Tutto congiura perché Montalbano prenda atto del proprio compleanno e, bravando e brontolando, si lasci ferire dalla ruvida evidenza dei suoi cinquantotto anni. Soliloquista e monologatore, il commissario di Vigàta scivola talvolta in una dimensione immaginativa di minacciosa intensità, ma sa come governare la giostra che il mondo gli fa intorno e deludere i toni di urgenza e le intimazioni di resa. Nuovi accidenti e strani, vili crudeltà e ampie atrocità, messinscene squallide o di fastosa turpitudine, si incastrano capziosamente in un gioco di scatole cinesi irto di replicazioni. Tutto comincia con il furto degli incassi in un supermercato. Seguono a valanga, come per una reazione a catena, delitti di crescente impatto. Il medico legale, Pasquano, ha il suo da fare fra tanto aroma di sangue. È burbero come sempre, nei suoi larghi giri di indisponenza; ma è cauteloso come mai. Si fiuta aria d'intimidazione tutt'attorno. Si intuisce un disegno criminale guidato, con mano di ghiaccio e cinica impudicizia, lungo la zona d'ombra nella quale il potere politico convive e si confonde con quello del malaffare e della mafia: non senza i dimenamenti, le scorrettezze o le connivenze, più o meno attive, persino di alcune autorità preposte al rispetto della legge. Lo stesso Montalbano, che è un rigoroso supervisore di dettagli e ha esatta intuizione scenica, è indotto a una cordialità cauta con i superiori ipocriti e pelosamente prudenti."

ESCE IN LIBRERIA UNO STUPIDO ANGELO, di Chritopher Moore, EDIZIONE RIZZOLI.


Natale sta arrivando e gli abitanti del piccolo villaggio di Pine Cove in California sono impegnatissimi a far acquisti, impacchettare regali, decorare la casa e inghirlandare alberi, immersi nello spirito gioioso della festa. Ma non tutti hanno il cuore lieto e, fra questi, c'è il piccolo Joshua. A rattristare il bambino è la convinzione che quest'anno non riceverà regali, dal momento che ha visto con i suoi occhi Babbo Natale ricevere un colpo di pala e stramazzare a terra. Per questo, da quel momento, la sua unica preghiera è: "Ti prego, Babbo Natale, torna dal regno dei morti!". E si sa, per quanto impossibili, a volte i desideri dei bambini vengono accolti in paradiso; in questo caso quello di Joshua viene intercettato dall'arcangelo Raziel, che non è certo l'angelo più sveglio nel regno dei cieli. Spinto dall'euforia per la missione che deve compiere, l'arcangelo dà inizio a una serie di eventi che getteranno i residenti di Pine Cove dritti nel caos, culminante nella festa di Natale più esilarante e terrorizzante che la città abbia mai visto.


ESCE IN LIBRERIA MADAMA SBATTERFLY, di Luciana Littizzetto, EDIZIONE MONDADORI.



Non ci resta che ridere, care madame sbatterflay. Anche se lo spread sale e il walter scende, e a noi rimane solo il bandolero stanco, il nostro bell’addormentato nei boxer. Anche se in tempi di vacche magre (beate loro!), i politici fanno a gara a chi la combina più grossa, se Emi(nens) non paga l’Imu, il Berlu alza i tacchi, e l’uomo del Monti dice no. Se siamo passati dall’onorevole Bocchino all’onorevole Passera. Se certa gente non sa più cosa inventarsi: lo scaldawalter e il pisciavelox, i preservativi firmati e il certificato di garanzia per la jolanda. Se Belén va con Belìn, Carlà è sempre più snob e George Clooney sempre più tronco di pino.” Ci deve essere un motivo per cui Luciana Littizzetto è la comica più letta d’Italia. Forse perché nessuno, come lei, riesce a mettere a fuoco i nostri grandi difetti e le nostre piccole debolezze. Perché nei suoi monologhi sono ugualmente nudi il re e tutti i suoi sudditi. Perché, anche in questo nuovo libro, parlando della jolanda e degli altri paesi bassi, crea una visione del mondo (una walterschauung) tutta sua, capace di compiere un miracolo: farci divertire anche quando non c’è proprio niente da ridere.

ESCE IN LIBRERIA STORIA DI UN GATTO E DEL TOPO CHE DIVENTO’ SUO AMICO, di Luis Sepulveda, EDIZIONE RIZZOLI.
Monaco. Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix. È un legame profondo, quasi simbiotico. Max, raggiunta l'indipendenza dalla casa paterna, va a vivere da solo, portandosi dietro l'amato gatto. Il suo lavoro, purtroppo, lo porta spesso fuori casa e Mix, che sta invecchiando e sta perdendo la vista, è costretto a passare lunghe giornate in solitudine. Ma un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa di casa e intuisce che lì si nasconde un topo...
 
 
 
 

ESCE IN LIBRERIA  IL MIO NOME E’ NESSUNO, di Valerio Massimo Manfredi, EDIZIONE MONDADORI.

Tutti noi abbiamo la sensazione di ricordare da sempre le gesta di Odysseo, ma in questo romanzo, attingendo all'immensa messe di miti che lo vedono protagonista, Valerio Massimo Manfredi porta alla luce episodi e personaggi che non conoscevamo, ci regala la viva emozione di scoprire un intero universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate. Ci mostra come accanto a quel personaggio fluisca gran parte dell'epos greco: Alcesti, le fatiche di Herakles, i sette contro Tebe, gli Argonauti, oltre ai due poemi di Omero. Odysseo non si erge solitario tra le ombre di dei e guerrieri, ma il suo intero percorso di formazione, le sue radici familiari, gli epici racconti di cui è nutrito dal nonno-lupo Autolykos e dal padre argonauta, i dialoghi con Herakles e Aias, gli incontri con la misteriosa Athena dagli occhi verdi, ogni dettaglio dà corpo a un racconto profondamente sorprendente. Con assoluto rigore ma anche con una vibrante adesione a questa materia "in continuo movimento", Manfredi compie la scelta forte di affidare la narrazione proprio a colui che disse di chiamarsi Nessuno: una voce diretta, potente, scolpita nella sua semplicità. Una voce dal fascino assoluto, una storia incalzante come i tamburi di guerra, tempestosa come il mare scatenato da Poseidone, piena di poesia come il canto delle Sirene.

lunedì 19 novembre 2012

Quando la fantasia corre...

Non so se capita anche a voi quando leggete un libro…ma credo che, alla maggior parte dei lettori capiti.
Capita, cioè di immaginare i vari personaggi in un certo modo.
Essendo un’appassionata di cinema, per me ormai il binomio lettura- film è diventato la norma.
E quindi, molto spesso, per me è automatico immaginare un certo personaggio col volto di un tale attore o di una tale attrice.

In un blog in cui ho scritto per molto tempo ho proposto due volte le mie "versioni cinematografiche" di due romanzi, e ora intendo riproporre questo giochetto anche su questo blog.
ho cercato di trovare foto il più possibili somiglianti alla mia idea del personaggio in questione, quindi capita che alcuni attori vengano ritratti in foto non recenti o anche vecchie di alcuni anni.
Ma insomma, il bello dell'immaginazione è pure questo no?
Ed ecco quindi il primo romanzo, uno dei miei libri preferiti: LA LUNA SULLA BRUGHIERA di Rebecca Brandewyne....Buona visione!

Personaggi & interpreti:

Draco Chandler: figlio illegittimo di Quentin Chandler (fratello di Si Nigel e Zia Tibby) e di una zingara, rimane orfano a 15 anni e viene accolto dallo zio paterno, che ovviamente non lo riconosce come parente legittimo e lo tratta al rango di un servo. Il ragazzo, ribelle e intraprendente, fugge e finirà per costruirsi una propria fortuna con un duro lavoro. Sin da ragazzino è innamorato di Maggie, ma sarà un amore pieno di ostacoli..



Interprete: Johnny Depp

Maggie Chandler: figlia di Sir Nigel Chandler, è orfana di madre (morta alla sua nascita) e poco amata dal padre. E' una ragazza forte ma sensibile, che soffre per molto tempo della freddezza del padre e non riesce a instaurare un buon rapporto nemmeno con la dura matrigna. Sin da ragazzina è innamorata del cugino Esmond, ma stringe anche un forte legame con Draco....



Interprete: Anita Caprioli


Sir Nigel Chandler: il capofamiglia dei Chandler, un uomo duro e a tratti anche spietato. La sua priorità è quella di fare il suo dovere sempre e comunque, sempre mantenendo particolare cura per i propri interessi economici.



Interprete: Giancarlo Giannini.


Lady Gwyneth Chandler: Seconda moglie di Sir Nigel, madre di Wells e Julianne (nati da un precedente matrimonio). Una donna avida, dura e calcolatrice  quasi quanto il marito, giustificata da una vita difficile in cui ha dovuto lottare per mentere sè stessa e i suoi figli.



Interprete: Sharon Stone

Wells Prescott : figlio maggiore  di Lady Chandler e fratello di Julianne, è un ragazzo allegro, scanzonato e indipendente, che da subito stringe amicizia con Draco e Maggie.



Interprete: Ewan McGregor



Julianne Prescott : figlia minore di Lady Chandler e sorella di Wells, è una ragazza superficiale, capricciosa e viziata,

Interprete: Reese Whiterspoon

Tiberia Chandler: Sorella si Sir Nigel e madre di Esmond e Sarah, è una donna timida e dimessa. Essendo vedova vive della carità del fratello, sottomessa al suo volere. Nonostante sia una buona persona che dà molto affetto ai figli e a Maggie, non può quindi essere loro d'aiuto nella difficoltà.



Interprete: Diane Keaton

Esmond Sheffield : figlio maggiore di zia Tibby e nipote di Sir Nigel, è un ragazzo serio e posato,anche troppo (un tipo alla Ashley Wilkes di VIA COL VENTO, per intenderci). Oberato dal peso della responsabilità della famiglia e promesso sposo di Maggie fin dall'infanzia, non ricambia con pari amore l'appassionata cugina e si lascia trasportare dagli eventi.



Interprete: Orlando Bloom



Sarah Sheffield : Figlia minore di Zia Tibby, è una ragazza dolce e affettuosa ma tranquilla e riservata, che passa un po'in ombra rispetto alle più vivaci Maggie e Julianne.

Interprete: Keira Knigtley

domenica 11 novembre 2012

La donna del fiume, di Kathleen E. Woodiwiss

Titolo originale: Come Love a Stranger

Anno di pubblicazione : 1984

Ambientazione: Stati Uniti, seconda metà del’800

Trama: Cavalcava nella notte, coperta solo da una camicia trasparente e un mantello. Ricorca la carrozza, l'impatto dello scontro, ricorda di essere caduta...Poi più nulla. Si sveglia tra le braccia di Ashton, un uomo che sostiene di essere suo marito: un uomo affascinante, meraviglioso, ma le starà dicendo la verita? Lierin - forse questo è il suo nome - non ha più passato, e il suo presente è popolato di presenze ostli: Marelda, che la considera una rivale nel cuore di Ashton; Malcom, che giura di essere lui e solo lui il suo vero marito; un sedicente padre ubriacone... Ed i fantasmi vaghi di un passato che stenta a riaffiorare alla memoria. Una sola certezza: tra le braccia di Ashton, e solo lui, Lierin si sente al sicuro, si sente donna, si sente amata.
A tre anni dalla morte dell’amatissima moglie Lierin,caduta in acqua durante l’assalto di un gruppo di banditi al battello sul quale viaggiavano, Ashton Wingate non si è ancora rassegnato alla sua perdita.
Una notte la sua carrozza si scontra con una donna che sta cavalcando velocissima nel bosco:e quando Ashton si ferma a soccorrerla,riconosce nella sconosciuta svenuta la sua Lierin! La porta a casa, ma al suo risveglio lei afferma di non ricordare più nulla, nemmeno il suo nome: pertanto rimane molto confusa di fronte all’uomo che dice di essere suo marito.
Ashton però capisce il suo stato d’animo e si dimostra dolce, paziente, vuole solo che lie guarisca e recuperi la memoria;così a poco a poco, pur non ricordando nulla nonostante gli sforzi, Lierin si innamora di lui e contro ogni logica si lascia andare all’amore.
La ritrovata felicità è però guastata dall’improvviso arrivo di Malcom Sinclair, un uomo che afferma che in realtà Lierin è sua moglie Lenore ( sorella gemella di Lierin),rapita qualche tempo prima;purtroppo per i due innamorati la verità sembrerebbe proprio questa, perché Malcom è accompagnato dal padre delle due sorelle, che Ashton non ha mai conosciuto e che conferma la sua versione.
Con dolore Lierin crede alla loro storia e li segue, ma presto mille dubbi cominciano ad insinuarsi nella sua mente offuscata;e Ashton, che non si rassegna di fronte a tutte queste prove, combatterà insieme a lei per scoprire la verità.


 

Come premessa il romanzo parte molto bene:un romance imperniato sul giallo di una giovane donna senza memoria e due uomini che la reclamano come moglie…E infatti fino alla comparsa di Malcom il romanzo scorre in maniera coinvolgente e interessante, permettendo di seguire con interesse sia il giallo intorno alla vera identità di Lierin sia la delicata storia d’amore che nasce tra lei ed Ashton.
Ma poi come ho detto, all’arrivo di Malcom, il “ secondo marito”, l’interesse comincia a scemare proprio quando invece dovrebbe cominciare a farsi sempre più vivo.Sarà per lo scarso appeal di Malcom come cattivo,sarà soprattutto ( almeno nel mio caso)per la troppa confusione sull’identità delle due gemelle( ma è Lierin o Lenore?e la presunta Lierin quando ha detto o fatto questo pensava di essere l’altra o lei stessa?Mamma aiuto mi fuma il cervello!!!)-nel senso che personalmente preferisco che la loro identità resti un mistero per i personaggi del libro, ma venga specificata al lettore-alla fine ho perso interesse e ho l’ho finito per inerzia,rimanendo oltretutto sconcertata per il finale un po’ troppo affrettato( evidentemente anche la Woodiwiss alla fine non ci si racappezzava più).
Unico elemento degno  di nota il personaggio maschile di Ashton, forte e dolce allo stesso tempo, che non si rassegna alle circostanze avverse e lotta in ogni modo per proteggere e far trionfare il suo amore.Da leggere solo per quello!

sabato 10 novembre 2012

Per amore di Melissa, di Johanna Lindsey


Titolo originale: The pursuit


Anno di pubblicazione :2002

E’ il terzo e ultimo romanzo della trilogia SHERRING CROSS.

Lincoln Ross torna nella sua terra natale,la Scozia, dopo molti anni di assenza:è stato infatti cresciuto dagli zii in Inghilterra dopo la morte del padre e l’inspiegabile volontario esilio della madre.
Appena arrivato s’innamora di un’affascinante giovane donna conosciuta in riva a un laghetto e che poi scopre essere Melissa McGregor ( figlia di Lachlan e Kimberly, i protagonisti di AMORE PER SEMPRE);il giorno dopo va dal temibile capoclan per chiederla in moglie, ma scopre che la giovane è appena partita per trascorrere la stagione a Londra presso i duchi di Whortston, amici di famiglia.Qui Lincoln la raggiunge, e tra i due sboccia l’amore.
Tutto bene dunque?Sì, se non fosse per i tredici ( sì, proprio così!) zii di Melissa, che a causa di vecchi dissapori con Lincoln tentano in ogni modo di impedire l’unione.



Avete letto L’UOMO DEL MIO DESIDERIO e AMORE PER SEMPRE?Allora sarete sicuramente ansiose di leggere l’ultimo romanzo della trilogia, come del resto lo ero io…se è così,rivolgete la vostra ansia a qualche altro libro della vostra “lista da leggere”, non sprecatela per questo, non ne vale decisamente la pena.
Il romanzo infatti non è all’altezza delle aspettative che inevitabilmente si saranno create in chiunque abbia letto i primi due libri;a dir la verità è davvero al di sotto di qualsiasi probabile aspettativa!
Lo stile veloce e leggere della Lindsey qui diventa approssimativo e superfciale sia nella narrazione che nella caratterizzazione dei personaggi.Scordatevi i bellissimi personaggi di Megan e Devlin , e quelli di Kimberly e Lachlan, i quali fanno tutti quanti solo una brevissima e inutile comparsata:la scena è dominata, più che altro per numero, dai 13 fratelli di Kimberly ( che apparivano già alla fine del secondo romanzo)…ciò contribuisce in maniera notevole a rendere la lettura un vero e proprio casino per due motivi:


1- Molti di loro si chiamano Ian,e per distinguersi vengono chiamati Ian uno, Ian due ecc.;
2- essendo tanti, quando parlano spesso bisogna ricontrollare i dialoghi, per ricordarsi bene chi ha detto cosa.

Sono loro il motore che manda avanti ( male)la storia decidendo che “ questo matrimonio non s’ha da fare”, ed inventando mille modi per mettere in pratica la propria minaccia.I protagonisti Lincoln e Melissa sono semi-inesistenti;lui privo di qualsiasi spirito (a parte una notevole pazienza per sopportare l’invadente parentela) e con dei ridicolissimi motivi di attrito con gli zii di Melissa( e ancora più ridicola sarà la soluzione del mistero);lei sciocca oltre ogni dire, basti pensare che ha paura dell’acqua perché è convinta che dentro ci sia un mostro enorme che vuole tirarla giù!Piccolo particolare:Melissa non ha tre anni, ma diciotto…giudicate voi!
Inutile dire che è finito dritto dentro la mia personale schifo-lista.