venerdì 20 aprile 2018

Unpopular opinions book tag




1- Una saga o un libro molto popolare che a te non sono piaciuti:

"Harry Potter", di cui ho letto solo il primo libro, e dei film ho visto fino al quarto ma per puro caso. Non sono mai riuscita ad appassionarmi.


2-  UN LIBRO/SERIE POPOLARE CHE TUTTI ODIANO, MA CHE TU AMI

Non me ne viene in mente nessuna.



3. UN TRIANGOLO AMOROSO DOVE LA TUA SHIP NON HA AVUTO LA MEGLIO




4. UN GENERE LETTERARIO CHE NON AMI MOLTO


Il fantasy



5. UN PERSONAGGIO MOLTO AMATO CHE NON TI PIACE


Christian Grey delle arcinote "Cinquanta sfumature"



6. UN AUTORE POPOLARE CHE NON RIESCI AD APPASSIONARTI


Dan Brown



7. UN TREND POPOLARE CHE TI HA STUFATO



I vampiri, zombie ecc.


8. UNA SERIE POPOLARE CHE NON HAI NESSUNA INTENZIONE DI INIZIARE


"Il trono di spade"


9. UN FILM/SERIE TV CHE HAI AMATO PIU' DEL LIBRO


Sicuramente "The vampire diaries", ho iniziato vedendo prima il telefilm per cui ho avuto un colpo di fulmine, poi ho letto i primi due libri della serie ma non mi sono affatto piaciuti, li ho trovati nettamente differenti e- una volta tanto- inferiori come trama alla serie. Damon Salvatore a parte, ovviamente...


lunedì 16 aprile 2018

La favolosa vita di Henry N. Brown, orsetto centenario, di Anne Helene Bubenzer



Titolo originale: Die Unglaubliche Geschitche des Henry N. Brown

Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Vari paesi del mondo, dal 1921 a oggi




Bath, 1921: poco prima dell'ora del tè "nasce" Henry N. Brown, orsetto di peluche cucito da Alice, una giovane vedova di guerra che al piccolo amico che allevia il suo dolore ha "affidato l'amore", come gli ha detto lei, e che Henry da allora custodirà con cura attraverso i vari "padroncini" che conoscerà nell'intero arco della sua esistenza....



Una delle mie passioni sono i giocattoli, sopratutto vecchi: passione che ho tenuta nascosta per anni, e che ho sdoganato solo due anni fa, anche se ho accuratamente conservato tutto ciò che ho potuto della mia infanzia e anche di quella di mia sorella. Ho sempre pensato fin da piccola che anche i giocattoli in fondo potrebbero avere un' anima, e mi commuove sempre vedere dei giocattoli abbandonati o rotti, magari in un cassonetto o nelle scatole di mercato dell'usato: ci hanno fatto compagnia, consolato, divertito, sono stati i nostri piccoli fedeli amici....e poi finiscono così?
E' certo normale, ma la cosa mi ha sempre messo un po' di tristezza.
Come poteva sfuggirmi quindi un libro dove il protagonista è un dolce orsetto addirittura centenario (in realtà poco più che ottantenne, dato che è nato nel 1921 e il libro è stato scritto nel 2008)?
Non poteva infatti!
Ed ecco che, come dice una recensione di "Der Spiegel" riportata sul retro del libro, "Salutiamo un nuovo, straordinario personaggio letterario: Henry N. Brown, orsetto di peluche".
Il piccolo Henry nel corso della sua lunga vita attraversa varie parti del mondo, conosce tantissime persone di ceti diversi, vive nelle famiglie più disparate e con i più disparati padroncini: sempre curioso e avido di esperienze, attraverso di loro conoscerà l'amore, l'odio, la paura, il dolore. La malinconica vedova Alice (che lo ha cucito e gli ha "affidato l'amore" per prima), la famiglia colta di Emily e Victor, il fantasioso Robert, il soldato tedesco Friederich e la sua piccola figlia Charlotte scomparsa dopo un bombardamento, l'introversa Melanie e la vivace Julchen, la piccola Lucille picchiata dal padre, l'amata Isabelle, la piccola malata Nina....tutti loro, e anche i loro parenti e amici, faranno pian piano parte (per periodi più o meno lunghi) della vita di questo delizioso protagonista, che come tutti gli orsetti ha il compito principale di ascoltare, custodire i segreti e consolare. 
Anche  Henry (che comunque a seconda dei padroni cambierà nome più volte) in realtà ha un suo modo di vedere le cose, opinioni e un punto di vista ben preciso su ogni cosa; anche a lui la vita non risparmierà gioie e dolori, che custodirà gelosamente dentro di sè fino a quando non verrà adottato dalla scrittrice Anne; ma il nostro attraverserà il secolo con spirito indomito e con sempre rinnovata voglia di dare e ricevere l'amore di cui la giovane Alice lo ha nominato custode la volta che lo ha creato.
Una storia bellissima con personaggi straordinari nella loro semplicità, che appassiona e tiene incollati pagina dopo pagina,; impossibile non palpitare per le vicende di tutti i personaggi narrati, e in particolare impossibile non adorare il tenero Henry e le sue storie. 
A proposito, quel "N" dopo Henry sta per "nearly", ovvero "quasi", perchè in effetti Henry non è proprio marrone ma di un colore un po' più chiaro. 

venerdì 13 aprile 2018

Novità in libreria



 ESCE IN LIBRERIA  GLI EROI DI VIA FANI di Filippo Boni, EDIZIONE LONGANESI. 


Il 16 marzo 1978, in via Fani, a Roma, le Brigate rosse rapirono Aldo Moro e uccisero i cinque uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, due carabinieri e tre poliziotti. Per decenni le attenzioni di storici e giornalisti si sono incentrate sulle figure dei terroristi, a cui sono stati dedicati articoli, libri, dibattiti e interviste, mentre le vittime venivano trascurate se non del tutto dimenticate. Lo storico Filippo Boni ha sentito il bisogno personale e civile di ricostruire le vite spezzate di questi cinque servitori dello Stato e per farlo è andato nei luoghi in cui vivevano, a parlare con le persone che li avevano amati e conosciuti: genitori, figli, fratelli, e fidanzate a cui il terrorismo ha impedito di sposare l’uomo che amavano. In questo libro, Boni ha raccolto le toccanti storie di vite umili ma piene di sogni e di affetti, restituendo così verità e memoria a quei corpi prima trucidati e poi dimenticati e al tempo stesso componendo uno straordinario affresco di un’Italia semplice e vera, che resistendo alle atrocità della storia si ostina a guardare al futuro.

Nota: Dalla prefazione di Mario Calabresi: “Quando chiuderete le pagine di questo libro potrete dire di conoscerli e non potrete più dimenticarli."


ESCE IN LIBRERIA UN ATOMO DI VERITA', di Marco Damilano, EDIZIONE 

FELTRINELLI.


Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine di una generazione, la sua morte il tramonto della Repubblica. Marco Damilano ha deciso di tornare a quell'istante, per indagare le traiettorie che, a partire da uno dei capitoli più cupi della storia italiana, si sono dispiegate fino a oggi. Con l'aiuto delle carte personali di Moro, in gran parte conservate nell'archivio privato di Sergio Flamigni e non dallo stato, e rimaste inedite, getta luce sul punto in cui la drastica interruzione di una stagione politica si incontra con le vicende personali di una generazione, che tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 assiste alla fine di un'epoca. Dopo via Fani, secondo Damilano, comincia la lunga fine della Prima Repubblica. Un racconto autobiografico che attraversa la dissoluzione della DC, la morte di Berlinguer, la caduta del Muro, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia, fino all'ultima stagione, inaugurata dalla sua metafora televisiva: il Grande Fratello. Arriva a Berlusconi, a Grillo e a Renzi, i protagonisti di una politica che da orizzonte di senso e di speranza si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia.

Nota: Un racconto in prima persona, un viaggio nella memoria e nei luoghi, un romanzo della Storia che fotografa tutto quello che i giornalisti tralasciano nei loro saggi: le attese, l'affanno, i silenzi, i passi. I materiali inediti dall'archivio Moro

ESCE IN LIBRERIA SARA AL TRAMONTO, di Maurizio De Giovanni, EDIZIONE  FELTRINELLI.

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l'invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall'anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l'unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un'unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra - fin quasi i pensieri - della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. 


Nota: Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

lunedì 9 aprile 2018

Zia Antonia sapeva di menta, di Andrea Vitali




Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: Bellano, primi anni '70 (forse).


Tra le ospiti dell'ospizio di Bellano c'è l'ultraottantenne Antonia Cervicati vedova senza figli di cui si occupa assiduamente il nipote Ernesto, unico parente della donna. In realtà ci sarebbe anche un altro nipote, Antonio, che però non ha mai voluto sapere nemmeno di fare una visita in tanti anni all'anziana zia, lasciando tutto il carico al fratello con cui non si parla da anni proprio per questo motivo.
Un giorno l'Antonia smette di mangiare: non certo perchè sta male, ma per attirare l'attenzione dato che da tempo le frulla in testa un'idea che però da sola non può mettere in pratica. A questo punto intervengono la superiora direttrice della casa di riposo, Suor Speranza, e il dottor Fastelli....




Più che un romanzo, un racconto lungo questo di Andrea Vitali, simpatico ma anche piuttosto banale e scontato rispetto ad altri suoi romanzi. Tutto ciò però non mi ha tolto il piacere della lettura, comunque godibile.
Il perno dell'azione non è certo nuovo: un'anziana signore ricoverata in un ospizio a insaputa di tutti ha un conto in banca milionario: la signora vorrebbe lasciare tutto al nipote che con affetto si è sempre occupato di lei, ma c'è un altro nipote che, pur essendo completamente indifferente alle sorti della zia rientrerebbe comunque nella quota della legittima. Grazie all'aiuto della superiora e del dottore, l'anziana brigherà in modo da riuscire nel suo intento e alla fine il nipote poco affezionato rimarrà a bocca asciutta, senza sospettare nulla.
Il succo della storia è questo (scusate lo spoiler), come sempre il punto della storia è come ci si arriva, ed è qui che assistiamo alla presentazione dei pochi personaggi protagonisti della storia: oltre alla zia Antonia, golosa di mentine, abbiamo Suor Speranza, l'energica superiora che se non fosse diventata suora avrebbe fatto l'investigatore, il dottor Fastelli, medico di riferimento del paese e anche dell'ospizio; l'operaio Ernesto, scapolo, il nipote che si prende cura con affetto della zia Antonia; suo fratello Antonio, bidello della locale scuola elementare, che al contrario non gliene mai importato nulla e che anche davanti alla richiesta del fratello ha ribadito il suo menefreghismo, salvo ripensarci improvvisamente quando sente odore di soldi; sua moglie Augusta, che inizialmente teme che il marito la tradisca ma poi si rivelerà più sanguisuga di lui. Ogni personaggio ha le sue manìe e particolarità che lo caratterizzano e permettono anche di arrivare piacevolmente alla scontata fine della storia (con non poca soddisfazione, visto il comportamento viscido di Antonio e Augusta).
Non certo indimenticabile o a livello di altre opere di questo autore, ma come detto sopra comunque gradevole per una serata di lettura senza pensieri.






giovedì 5 aprile 2018

Il bosco di Mila, di Irma Cantoni

Anno di pubblicazione: 2017

Ambientazione: Brescia, 2010



Alla vigilia di Santa Lucia Mila Morlupo, dieci anni, scompare nel bosco di Mompiano durante una gita con la classe. Le indagini si attivano subito e sono seguite dal capo commissario Vittoria Troisi e dal suo vice Mirko Rota, e si concentrano sul fatto che la famiglia Morlupo è una delle più in vista della città, quindi si sospetta un rapimento a scopo di estorsione.
Ma i giorni passano e non arriva alcuna richiesta di riscatto; nel frattempo si scopre che anche Xixi, amica di Mila che i parenti avevano detto essere assente da scuola perchè in viaggio in Cina da parenti, è invece scomparsa....




Questo giallo mi ha interessato da subito perchè ambientato a Brescia, la mia città. E' una bella storia, con qualche stereotipo tipico del genere ma raccontata in modo interessante e avvincente, anche se prevedibile.
La storia inizia in un giorno importante per noi bresciani: la vigilia di Santa Lucia, che qui è una festa più sentita ancora del Natale, sopratutto per i bambini; la notte più lunga dell'anno, in cui Santa Lucia passa con il suo carretto trainato dall'asinello a portare i regali ai bambini buoni, e carbone a quelli cattivelli. Una festa per i bambini principalmente, ma amata da tutti in generale.
Proprio il giorno prima di questa festa la piccola Mila di dieci anni scompare durante una gita nel bosco di Mompiano; Mila appartiene a una delle famiglie più in vista della città, i Morlupo, ricchissimi e celebri anche nella storia della città visto che il nonno Manlio, ex partigiano, è stato anche professore universitario e animatori di numerosi circoli culturali e politici per anni. Il padre Corrado, più in ombra, è affarista di mobili antichi e viaggia per l'Europa, la mamma Alexandra è di origine tedesca e fa la vita tipica delle donne ricche (non lavora, bei vestiti, lusso e altro).
Quasi certa quindi sembrerebbe la pista del rapimento a scopo di estorsione; eppure passano due giorni e non arriva nessuna richiesta o rivendicazione. Come è possibile? E' evidente che la pista giusta è un altra.
Del caso si occupa Vittoria Troisi, vicequestore romano trasferita a Brescia dopo un doloroso fatto che l'ha coinvolta, assieme al suo vice Mirko rota, bresciano doc. Vittoria è una donna sola, ha solo la sua carriera e i suoi fantasmi, per questo si butta anima e corpo a risolvere il caso della piccola Mila, scoprendo- come nel più classico dei gialli- che la famiglia Morlupo non solo non è ciò che sembra, ma molto peggio! A tal punto che io stessa, arrivata a un certo punto della storia dove comprare un personaggio chiave (ma non voglio fare spoiler), mi sono chiesta se per caso la povera Mila non stesse meglio con questo signore che con i suoi familiari. Segreti a profusione dominano questa accozzaglia di persone viscide o vigliacche, che non si mostrano nemmeno troppo interessati alla sorte della bambina. Alla fin fine, il finale non è poi così tragico.
Il giallo è scritto in modo semplice e scorrevole, senza particolari picchi di inventiva, nemmeno riguardo ai personaggi, anche se si distingue Mila per simpatia e maturità rispetto agli adulti che la circondano. Se fossimo in estate potrebbe essere una tipica lettura da ombrellone....ma va bene anche in inverno, ovviamente!

domenica 1 aprile 2018

Alla mia età

Ho 38 anni, non certo l'età della pensione (che non vedrò visto che il mio problema principale è il lavoro), ma nemmeno "giovanissima", come spesso vengo comunque definita da persone più vecchie di me, solitamente nel tentativo di sminuire ciò che sto dicendo o (non detto) di sentirsi loro ancora giovani. Del resto, viviamo nell'epoca in cui uno di 13 anni viene definito "bambino", uno di 30 viene definito "ragazzino", uno di 47 "ragazzo", e dove se dici "l'anziano 70enne" molti (anche non 70enni) ti guardano schifati e ti rispondono "ma daiiiiiiiiii!! ma uno di 70 an i mica sarà anziano?!".....

Dicevo, ho 38 anni e solitamente, quando da ragazzi si pensa a questa età ci si immagina padroni di sè stessi e della propria vita; sopratutto liberi di fare le proprie scelte.
Nulla di più sbagliato, come penso molti sappiano.
Io oltretutto, vivo una condizione forse particolare: quella della 38enne single senza figli....e purtroppo- nel mio caso, che comunque non è l'unico- ancora a casa dei genitori.
Insomma, quella che la società da anni chiama BAMBOCCIONA.
In una parola quella che sui media viene dipinta come un Peter Pan mai cresciuto/a e felice di essere tale, intento/a a spendere soldi e tempo in aperitivi, palestra, centri benessere  e sopratutto
E insubbiamente queste persone ci sono.
Ma è la realtà di tutti?
Per quanto riguarda lo stare a casa dei genitori ci tengo a specificare subito che nel mio caso non  certo una cosa voluta, anzi: ma dato che non sono mai riuscita a trovare un lavoro fisso degno di questo nome, non ho avuto altra scelta (no, finire sotto i ponti a chiedere l'elemosina col piattino NON E' una scelta).
Per quanto riguarda il resto, la realtà è che spesso se arrivi alla mia età in questo modo...non esisti.
Non sei una madre di famiglia, una moglie o una compagna QUINDI automaticamente diventi "persona senza nulla da fare" o che "non sa cosa significano certe cose". Solitamente, sia che l'essere single sia una tua scelta o meno (come nel mio caso) vieni vista comunque come una povera sfigata, se non proprio in determinate occasioni come una scocciatrice o un peso: ad esempio se ti ammali,sei da sola e hai bisogno di gente che vada per te in farmacia o altro. Perchè insomma, gli altri hanno già le loro famiglie, perchè dovrebbero sobbarcarsi anche il peso di chi non ce l'ha?
Ho notato anche che le donne con figli preferiscono fare comunella con altre donne con figli, e non necessariamente le madri dei compagni di scuola: mi è capitato più volte di rimanere esclusa da conversazioni o altro perchè si mettevano tutte a parlare dei loro figli...e io, ovviamente, non potevo partecipare. Evidentemente l'avere figli è un forte collante.
Ma il peso di tutto ciò si fa sentire sopratutto nelle feste: che inevitabilmente passi con i familiari, certo, ma dove ormai sei assurto/a alla qualifica di "parente solo" (con tutte le dinamiche di cui sopra).
Tutto questo per dire che oggi, Pasqua 2018, sono a casa da sola mentre  i miei familiari sono in vscanza al mare...e non avrei certo voluto passarla così questa giornata. Certo, potevo andare anche io con loro, ma l'idea di andare per l'ennesima volta in un posto dove mi hanno sempre vista a rimorchio loro non mi allettava per nulla. Avrei preferito anche io una bella gita con una famiglia mia e dei figli, oppure  anche con degli amici: ma io tutte queste belle cose così normali per gli altri non me le posso permettere.
Chi l'avrebbe mai detto che sarei finita così?
Scusate lo sfogo e Buona Pasqua.


sabato 10 marzo 2018

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA  FACCIO SALTI ALTISSIMI, di Iacopo Melio, EDIZIONE MONDADORI. 

Iacopo Melio è un ragazzo che frequenta l'università di Firenze, facoltà Scienze della comunicazione. Fa vita da pendolare, si alza presto per andare a lezione, prepara gli esami e pensa alla tesi. Iacopo fa le cose che fanno migliaia di altri suoi coetanei; solo, le fa da una carrozzina. E non ci sarebbero nemmeno troppi problemi - Iacopo non è un tipo da piangersi addosso - se potesse spostarsi da solo. Non lo può fare, invece, perché pochissimi treni locali sono attrezzati per il trasporto disabili. Lui non ci sta e fonda un'associazione. Vorrei prendere il treno, che in pochissimo tempo diventa un punto di riferimento nell'universo della disabilità. Iacopo ha un seguito importante su Facebook con oltre 200.000 amici e sponsor importanti, Gianni Morandi, Fiorello e tanti altri hanno fatto video e campagne a sostegno dell'associazione.

Nota: seguo da tempo Iacopo Melio sulla sua pagina Fb, e aspettavo con ansia l'uscita del suo libro. E' davvero una persona molto interessante, e sono sicura che questo libro lo confermerà.


ESCE IN LIBRERIA LA SCATOLA DI BOTTONI DI GWENDY, di Stephen King, EDIZIONE FELTRINELLI. 


Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

ESCE IN LIBRERIA UCCIDETE IL COMANDANTE BIANCO. UN MISTERO DELLA RESISTENZA , di Giampaolo Pansa, EDIZIONE RIZZOLI.

la storia che leggerete è anche un racconto della giovinezza vissuta dalla generazione che si trovò immersa nel mattatoio della seconda guerra mondiale. Il comandante bianco era uno di loro: Aldo Gastaldi, classe 1921, nome di battaglia Bisagno. Per ricostruire le sue vicende, e quelle dei commissari politici comunisti che lo avversavano, ho usato fonti molto diverse, a cominciare dalle memorie di chi è salito in montagna con lui nell’autunno del 1943, quando aveva appena ventidue anni. Ma mi sono avvalso anche di molti passaggi ideati da me. Ecco il ritratto di un giovane altruista, coraggioso, un cattolico che non aveva paura di morire, convinto che il suo destino fosse nelle mani di Dio. Non essere comunista lo rendeva diverso dai dirigenti rossi, la maggioranza nelle file dell’antifascismo armato. Eppure Bisagno guidava la divisione partigiana più forte della Liguria: la Cichero, una formazione delle Garibaldi. Ritenuto troppo legato alla Curia genovese e ai democristiani ancora clandestini, era destinato a entrare in contrasto con i quadri del Pci che puntavano a conquistare il potere in Italia. Lo scontro emerse con asprezza negli ultimi mesi della Resistenza. Il 21 maggio 1945, quando non si sparava più, Bisagno morì in un incidente stradale molto dubbio. Questo libro propende per un delitto deciso dal nuovo potere rosso. La storia del comandante della Cichero mi ha confermato una verità: a tanti decenni di distanza, esistono ancora molti aspetti della nostra guerra civile avvolti nel mistero. Qualcuno dovrà pur svelare certi enigmi. È un compito che non può essere assolto da un autore anziano come me. Ma avverto che non sarà un’impresa facile per nessuno….


ESCE SOrPRENDIMI, di Sophie Kinsella, EDIZIONE MONDADORI.



Dan e Sylvie stanno insieme da dieci anni. Matrimonio felice, due splendide gemelle, una bella casa, una vita serena. Sono talmente in sintonia che quando uno dei due inizia a parlare l'altro finisce la frase... è come se si leggessero nel pensiero. Un giorno però, dopo una visita medica di routine, scoprono di essere così in forma che la loro aspettativa di vita è di altri sessantotto anni. Ancora sessantotto anni insieme? Dan e Sylvie sono sconcertati. Non pensavano certo che "finché morte non ci separi" significasse stare insieme così a lungo! Dopo l'iniziale stupore, si instaura tra i due un certo disagio, seguito a ruota dal panico più totale. Decidono dunque di farsi delle "sorprese" per ravvivare fin da subito il loro matrimonio "infinito", per non stufarsi mai l'uno dell'altra... Ma si sa bene che non sempre le sorprese portano al risultato sperato... e in un batter d'occhio sorgono contrattempi poco graditi e malintesi che rischiano di minare le fondamenta della loro unione. E quando cominciano a emergere alcune verità taciute, Dan e Sylvie iniziano a domandarsi se dopo tutto... si conoscono davvero così bene.
Nota: Qual è la ricetta per un matrimonio felice e longevo? Quale sfida comporta un'unione profonda tra due persone? Con la sua voce sempre originale, ironica e sensibile, Sophie Kinsella racconta le gioie e i dolori del matrimonio.

ESCE IN LIBRERIA NOME D’ARTE DORIS BRILLI, di Andrea Vitali , EDIZIONE GARZANTI.

La notte del 6 maggio 1928, i carabinieri di Porta Ticinese a Milano fermano due persone per schiamazzi notturni e rissa. Uno è un trentacinquenne, studente universitario provvisto di tesserino da giornalista. Interrogato, snocciola una lista di conoscenze che arriva fino al direttore del «Popolo d’Italia», quel Mussolini fratello di…, per accreditare la sua versione, ovvero che è stato fatto oggetto di adescamento indesiderato. L’altra è una bella ragazza che, naturalmente, sostiene il contrario. Ma amicizie per farsi rispettare non ne ha, e soprattutto non ha con sé i documenti, per cui devono crederle sulla parola circa l’identità e la provenienza: Desolina Berilli, in arte, essendo cantante e ballerina, Doris Brilli, di Bellano. E dunque, la mattina dopo, la ragazza viene scortata al paese natio. Che se ne occupi il nuovo comandante, tale Ernesto Maccadò, giovane maresciallo di origini calabresi giunto sulle sponde del lago di Como da pochi mesi. E lui, il Maccadò, turbato per il clima infausto che ha spento l’allegria sul volto della fresca sposa Maristella, coglie al volo l’occasione per fare il suo mestiere, ignaro delle complicazioni e delle implicazioni che il caso Doris Brilli è potenzialmente in grado di scatenare.

Nota: Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò, presente nelle storie di maggior successo come La signorina Tecla Manzi, Olive comprese, La mamma del sole e altri , raccontando i suoi esordi alla caserma di Bellano, e il suo faticoso acclimatarsi, non solo per via del tempo meteorologico.


ESCE IN LIBRERIA FOIBA ROSSA. NORMA COSSETTO, STORIA DI UN’ ITALIANA, di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio, EDIZIONE FERROGALLICO. 


Norma Cossetto, studentessa di 23 anni, fu torturata, violentata, infoibata nelle giornate di settembre del 1943 da partigiani comunisti titini. Sono passati più di 70 anni. Le indescrivibili violenze anti-italiane in Istria, che culminarono in due fiammate tremende fatte di deportazioni, uccisioni sommarie, sevizie, annegamenti, infoibamenti - la prima, nei mesi successivi all'armistizio dell'8 settembre 1943 e la seconda, con la fine della guerra nel 1945 - costarono la vita ad oltre 10.000 italiani. 

Nota: Questa storia è una storia di frontiera, di confine, di un estremo angolo d'Italia che per anni, per decenni è stata colpevolmente ignorata. Una storia che, oggi, diventa un fumetto. Forse, ci volevano proprio dei disegni per raccontare questa storia senza paura, senza la paura di chiamare con il loro nome gli aguzzini di Norma, gli invasori dell'Istria, gli autori delle disumane, quanto ingiustificate, violenze comuniste sulla popolazione italiana. La storia è lì. È una storia di frontiera, una storia di confine ed è una storia che parla italiano.