venerdì 24 marzo 2017

Chi ben comincia

Ed eccoci, come ogni mese,al consueto appuntamento con i migliori incipit tratti dai romanzi:








"Amore mio, svegliati"
Angelica apre gli occhi e non vede nulla. La stanza è nera, il buio ha inghiottito ogni cosa.

Poi lo sguardo si abitua, e distingue i puntini di luce artificiale che filatrano dalla tapparella abbassata e, dal lato opposto, il rettangolo più scuro della port. Subito dopo, la sagoma familiare del volto di sua madre, appena sopra di lei.
L'orologio sulla mensola segna le due e ventisei minuti. Angelica si stropiccia gli occhi, cerca a tentoni l'interruttore della lampada sul comodino.
"Mamma"
Nel cono di luce morbida, il volto di Irene è scavato, ancora più duro e spigoloso di quanto appaia alla luce del giorno. E' sempre stanca ed è diventata sottile, ha la magrezza tisica e famelica di chi non sta bene. Da quando si è ammalata è diventata brutta. I capelli neri si sono spenti, sfilacciati, sembrano un casco di canapa, e gli occhi chiari bruciano sempre, come di febbre.
E' brutta e sta male, ma è pur sempre la sua mamma."


Valentina D'Urbano, "Non aspettare la notte"

giovedì 16 marzo 2017

L'inganno, di Shannon Drake



Titolo originale: Beguiled

Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: Londra, epoca vittoriana


Alexandra Grayson, detta Ally, è una giovane di nobili origini orfana di entrambi i genitori e cresciuta, oltre che da tre affettuose zie, da una serie di nobili tutori anticonformisti e con il pallino della cultura, che non hanno mai ostacolato la propensione della loro pupilla per l'arte e in particolare per la scrittura.
Niente di strano quindi se Ally desidera diventare scrittrice e, nell'attesa, scrive articoli anonimi sul principale quotidiano di Londra, articoli riguardanti i fatti di cronaca nera che stanno sconvolgendo la città: alcuni giornalisti e personalità antimonarchiche sono stati barbaramente uccisi,e la gente comincia a dare al colpa di tutto ciò alla monarchia. Il rischio di una ribellione che porti a una guerra civile è quindi altissimo, ma oltre a queste preoccupazioni Ally scopre di averne anche di personali: viene infatti fidanzata a sorpresa con Mark Farrow, figlio di Lord Farrow....



Romanzo che ho ricordato di voler leggere tempo fa, molto carino anche se in molte cose abbastanza improbabile, La prima cosa che ho notato è l'omaggio alla "Bella addormentata nel bosco", in vari punti del racconto: Ally che viene cresciuta da tre zie in una casetta in mezzo al bosco, la scena della maledizione alla festa del fidanzamento, Ally che in riva al ruscello incontra un'affascinante sconosciuto di cui si invaghisce...non mi sembrano coincidenze casuali.
Certo forse c'è un sovraffollamento di personaggi (probabilmente il romanzo fa parte di una serie che non sono riuscita a ricostruire): oltre alle zie Ally ha una marea di tutori tutti affezionatissimi, tutti con rispettive famiglie, per cui vi sono vari accenni a sottostorie che probabilmente (come ho detto) rimandano ad altri romanzi. Peccato che alla lunga la cosa stufa, visto che ottiene l'effetto di confondere più che di incuriosire il lettore verso altre storie.
In compenso, abbiamo una protagonista interessante: Ally, pur vivendo nella sua epoca, è una giovane donna avanti col passo e il suo sogno è infatti quello di diventare giornalista. Sa che è quasi impossibile per una donna- anche intelligente e capace come lei- anche solo entrare in un mondo esclusivamente maschile, e quindi scrive sotto pseudonimo e in gran segreto, per tutelarsi e non avere grane. Tutto ciò può continuare fino a quando non solo viene ucciso un celebre giornalista noto per avere la penna affilata, ma altr persone che casualmente risulta in qualche modo tutte legate a lei, anche se alla lontana. Per proteggerla, i suoi tutori (anche loro evidentemente persone di aperte vedute nelle loro attività e nel loro modo di vivere) la fidanzano a sorpresa con Mark Farrow, figlio del loro amico Lord Farrow. Come può reagire una giovane femminista che sogna di costruirsi una propria carriera e disporre liberamente della propria vita? Non benissimo, infatti ally mette in atto comici tentativi di sabotare il fidanzamento, forte anche del fatto che il futuro sposo non solo non si è presentato alla festa di fidanzamento, ma a quanto sembra bidona ogni occasione di incontrarla. Aggiungiamo pure che nel suo cuore si è insinuato il bel bandito che l'ha trattata bene durante un tentativo di rapina, e che a quanto pare incontra molto di frequente....si, capisco che il sospetto di chi sia questo bandito in realtà è grosso (in realtà nel romanzo è svelato praticamente subito), ma ciò non toglie nulla alla freschezza e simpatia di questa storia. E anche il protagonista maschile è interessante, perlomeno nel fatto che non ha nessuna intenzione di ostacolare i sogni e la carriera della giovane fidanzata ma anzi, di agevolarli.
Anche l'intreccio giallo è interessante, anche se la sua soluzione forse appare un tantino scontata.
Per passare piacevolmente due orette va più che bene!

sabato 11 marzo 2017

La versione di Paul, di Paul McCartney e Paul Du Noyer



Titolo originale: Conversation with McCartney

Anno di pubblicazione: 2016



Paul Du Noyer è un giornalista originario di Liverpool che nella sua carriera ha avuto modo di intervistare più volte il suo famoso concittadino e omonimo Paul McCartney.
In questo libro sono raccolti stralci, interviste e annedoti in cui Paul ripercorre la sua vita e la sua carriera: l'infanzia segnata dalla morte della madre, l'incontro con John Lennon, la nascita- crescita- declino dei Beatles, il matrimonio con la moglie Linda, la sua musica...il tutto raccontato dalla viva voce del protagonista. E scusate se è poco!



Ovviamente fra le mie letture Beatlesiane non poteva mancare questo libro, nin una vera e propria autobiografia (almeno come stile), ma una lunga intervista formata da pezzi di interviste rilasciate nel corso degli anni all'autore dall'ex Beatle, con cui condivide non solo il nome ma anche la cittadinana (entrambi sono di Liverpool).
Diviso per argomenti, è una lettura imperdibile per ogni beatlesiano: nonostante esistano molte biografie di McCartney, sono poche quelle autorizzate dall'autore e questa pare essere la prima dove il cantante interviene direttamente e racconta quella che è, appunto, la sua "versione dei fatti" sulla sua vita e sugli avvenimenti che l'hanno composta. Parte della critica ha bocciato il libro ritenendolo poco interessante perchè non aggiungerebbe nulla a quanto già si sa sulla storia dei Beatles e di McCartney e perchè mancano rivelazioni sensazionali, ma io non trovo che queste siano per forza necessarie per la validità di un libro: anzi, forse il punto di forza è proprio nella semplicità con cui leggiamo della sua vita di musicista e sopratutto dei suoi rapporti con le tante persone che l'hanno costellata: il legame di amore-odio con John Lennon, l'amicizia mai mutata con George e Ringo, i ricordi della Liverpool anni '40 e '50, l'amore con la moglie Linda (morta nel 1998 per un tumore), la fine dei Beatles, la carriera con i Wings, la reazione alla morte di Lennon e tanti altri fatti che ormai sono "storia" per noi beatlesiani, e di cui a volte sono state date talmente tante versione e interpretazioni che a volte ci si confonde un po', sopratutto se non si sa bene a chi credere...ecco, questo libro è l'occasione giusta per fare chiarezza. Dopotutto, chi meglio di Paul può raccontare la sua stessa vita? :)



lunedì 6 marzo 2017

L'ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon



Titolo originale: La sombra del viento

Anno di pubblicazione: 2002

Ambientazione: Barcellona, 1945

Collegamenti con altri romanzi: è il primo libro della "Trilogia del Cimitero dei Libri Dimenticati", composta da:

- "L'ombra del vento" (2002);
- "Il gioco dell'angelo" (2008);
- "Il prigioniero del cielo" (2011);
-"Il Labirinto degli spiriti" (2016).



L'undicenne Daniel Sempere, orfano di madre, vive con il padre proprietario di un piccolo negozio di libri usati. Il giorno del suo undicesimo compleanno il ragazzo si sveglia angosciato perchè il volto della madre comincia a sbiadire nei suoi ricordi; il padre allora per distrarlo lo porta nel cosiddetto " Cimitero dei libri dimenticati", una particolare biblioteca dove vengono conservati libri sconosciuti e sottratti dall'oblio. in cui erano fatalmente destinati a cadere per farli "adottare" da qualcuno che se ne prenderà cura per sempre; la scelta di Daniel ricade su "L'ombra del vento" di Julian Carax, autore da cui il ragazzo rimane talmente affascinato al punto da cercare altri suoi romanzi, una volta terminato il primo. Peccato che non ce ne siano altri....



Una storia intensa e affascinante sul mondo dei libri e sull'amore per la lettura, visto come amore e passione per la vita stessa. Una storia non semplicissima e in alcuni casi angosciante,ma da cui non si riesce a staccarsi.
E' una cosiddetta "storia nella storia", in cui due storie ambientate in epoche diverse finiscono per svolgersi in maniera parallela e alla fine anche per intrecciarsi, in maniera talvolta non sempre lineare (e purtroppo devo dire che a volte i continui "salti" tra presente e passato stufano), dando vita a un avvincente storia che mescola giallo, avventura, amore e romanzo di formazione, con personaggi tratteggiati in maniera fine e rigorosa, di modo che anche i cosiddetti personaggi di contorno non rimangono semplicemente sulla carta, ma acquistano spessore, personalità e carattere ritagliandosi ognuno il proprio spazio all'interno della storia.
Personalmente- come potrete intuire- una storia incentrata su alcune mie passioni (i libri, i luoghi dimenticati, la Storia) non poteva non incuriosirmi fin da subito, figuriamoci poi se si parla di un "Cimitero dei libri dimenticati", dato che per me ogni libro è degno di non essere dimenticato! E devo dire che da un certo punto in poi per me la storia è passata in secondo piano: infatti la storia di Julian- che a mio avviso ricorda tanto quella dei feulleton francesi dell'800, ripetutamente omaggiati dall'autore anche nel tratteggiate l'atmosfera e l'ambientazione - non mi ha preso più di tanto, se non per completare il quadro  e far luce sul mistero che la riguardava; mi ha preso molto invece la storia della ricerca che ruota attorno ad essa, con i personaggi sempre più intrigati dalla verità e sempre più consapevoli di ciò che accadde attorno a loro, e sopratutto dei rapporti che man mano si stringono, sopratutto tra Daniel e Beatriz.
I personaggi sono indimenticabili: dal tuttofare Fermin al terribile ispettore Fumero (che ricorda molto il Javert de "I miserabili"), al misterioso e tormentato David, al mite padre di Daniel, fino ai protagonisti: Daniel e Beatriz, che si conoscono ragazzini, inizialmente non si sopportano e la cui storia si snoda per anni separatamnte per poi riunirsi pian piano nel corso del romanzo, contrapposti ai ben più tragici (con un senso di predestinazione, oltretutto) Julian e Penelope.
Decisamente un libro da non perdere: tutte le persone a cui l'ho prestato o consigliato mi hanno ringraziato!

sabato 25 febbraio 2017

Animal Free, e felice di esserlo (o anche, del perchè odio gli animalisti)

Una delle tante filosofie di vita che si sono imposte negli ultimi anni è quella "childfree": ovvero, persone che non si limitano semplicemente a non fare figli perchè non ne vogliono (e fanno benissimo) o a dire "non mi piacciono i bambini" (preferenza personale e sacrosanta), ma si fanno portavoce di una categoria di perskne che dicono apertamente di odiare i bambini, tant'è che pretendono luoghi pubblici "childfree", ovvero, bar, ristoranti e alberghi dove sia vietato entrare ai bambini. Da come si esprimono queste persone, poi, se fosse per loro ci vorrebbe una legge che impedisce a chiunque nn abbia compiuto i 18 anni di mettere il naso fuori di casa, perchè a loro i bambini danno fastidio e quindi non li vogliono proprio in giro.
Queste persone lamenano anche di essere particolarmente ostracizzate e guardate male solo perchè - a loro avviso, poi scpri che le cose stanno molto diversamente- non vogliono bambini.
A questo punto allora mi sono coniata un termine anche io: "animal free", ovvero: animali? no grazie!
Non li amo, non li voglio, e li voglio il meno possibile nei luoghi pubblici.
Fin da bambina mi sono accorta di essere anche in questo diversa dagli altri: quando- con naturalezza e no trovandoci nulla di male- dicevo che nn mi piacevano gli animali trovavo puntualmente facce che mi guardavano schifate (sia tra bambini che tra adulti), gente che si irrigidiva e distoglieva da me lo sguardo manco fossi la Medusa. Per di più, se i bambini ci passavano sopra, solitamente erano gli adulti a dare il peggio di sè: gente che mi rispondeva piccata "e tu chi ti credi di essere?pensi di piacere tu a loro?", oppure "che bambina antipatica e cattiva!", addirittura una signora del mio palazzo che, sapendo perfettamente che avevo paura dei cani, ogni volta che mi vedeva mi aizzava contro il suo facendomi scappare spaventatissima: "dai willy, guarda che c'è quella bambina che dice sempre che non gli piacciono i cani!". Un giorno, scappando da questa simpatica rappresentante degli animalisti e dall'odioso Willy, sono caduta giù da un marciapiede mentre arrivava una macchina e il tizio ha fatto appena in tempo a frenare; dopo quell'episodio sono intervenuti i miei genitori e da allora la cretina mi ha lasciato stare.
Che poi....avevo paura dei cani che non conoscevo, ma con il cane dei miei nonni e di mia zia ci giocavo.
Comunque sia, la signora di cui sopra è stata solo la prima di una lunghissima serie di figure che ho conosciuto nella mia vita che con il loro comportamento hanno puntualmente riconfermato ogni singola volta la mia opinione nei loro confronti; e sinceramente anche le varie discussioni che ho letto in internet e particolare fb hanno riconfermato la pessima opinione che ho degli animalisti. E la riconfermano ogni singola volta che sbucano fuori da qualche parte.
Le frasi tipiche dell'animalaro medio sono: "loro sono migliori di noi", "loro ti amano incondizionatamente e si accontentano di cosi poco", "loro non ti abbandoneranno mai, non ti tradiranno mai", "chi non ama gli animali non ama nemmeno le persone" e via dicendo, dietro alle quali giustificano qualsiasi cosa: dal lasciare le strade insozzate degli escrementi dei loro amati pelosi, al cane che abbaia giorno e notte, al pretendere di far entrare i cani ovunque (ovviamente senza regle nè controlli di alcun tipo), compresi ospedali , supermercati, negozi di qualsiasi tipo e recentemente anche in chiesa. L'incauto che come me non solo non dvoesse essere d'accordo, ma dovesse pure osare dirlo, viene puntualmente bollato come "mostro, persona cattiva e insensibile, completamente incapace di provare sentimenti di qualunque tipo, serial killer, ti diverti a maltrattare poveri animali innocenti" ecc.Avendoci provato, posso assicurare che è assolutamente impossibile ragionare con queste persone, per loro sei un nemico da abbattere, punto. Se non vai in brodo di giuggiole ogni volta che ne vedi uno urlando "amoreeeeeee!!!", e non ti fai definire mamma, zia o nonna di Enrico o Martina (sì, perchè adesso ai cani si danno i nomi delle persone, sapevatelo!), sei cattiva/o. Nin c'è scampo, infatti se notate una delle frasi preferite da queste persone è "chi non ama gli animali non ama nemmeno le persone". Peccato che io, nella mia vita abbia riscontrato l'esatto contrario: le cose più brutte, quelle che mi hanno fatto più stare male, sono arrivate proprio da persone che poi si strappavano i capelli per un cane.
Il bambino che gioca dà fastidio e ho sentito richieste assurde di mezzi pubblici vietati ai bambini o addirittura di ambulatori medici vietati ai bambini, mentre il cane che abbaia tutta notte, ti salta addosso "perchè vuole solo giocare", che insozza le strade con le sue cacche o viene a slinguazzarti con la sua sbava va bene.
Praticamente, al decadenza della nostra società.
Ho tante cose da dire a riguardo, ma per ora mi fermo qui....

lunedì 20 febbraio 2017

Chi ben comincia....

Ed eccoci al consueto appuntamento mensile con i migliori incipit tratti dai romanzi:






"Che splendida giornata", pensò Arianna Savelmini di Poggioalto, contemplando il cielo di smalto azzurro che regalava la lago la sua identica sfumatura. Fino al giorno prim dense nuvole avevano ingrigito l'aria, facendole temere per la festa nel parco. Quella mattina invece la sua camera era stata inondata dal sole, e sporgendosi dal davanzale il piccolo lago le era apparso come uno zaffiro incastonato nell'erba umida di rugiada.
- Buon compleanno, Arianna!-
Albertina fu la prima a farle gli auguri e lei si allontanò subito dalla finestra per accogliere il suo abbraccio. Gli abbracci di sua madre erano sempre stati rari e distratti, Floriana Savelmini era una donna lontana, troppo presa da mille malesseri per potersi occupare di qualsiasi altra cosa che non fosse la propria salute. "

Da "Il filo di Arianna" , di Ornella Albanese

domenica 12 febbraio 2017

La costola di Adamo, di Antonio Manzini



Anno di Pubblicazione: 2014

Ambientazione: Aosta, 2013

Collegamenti con altri romanzi: è il primo romanzo della serie con protagonista Rocco Schiavone, composta da:

- Pista nera (2013);

-La costola di Adamo (2014);
-Non è stagione (2015);
- Era di maggio (2015);
- 7/7/ 2007 (2016).




Ester Baudo, una donna di ricca estrazione, viene trovata impiccata in casa propria mentre attorno a lei tutto è sottosopra. Rocco Schiavone indaga con la sua squadra: inizialmente sembrerebbe un omicidio a scopo di rapina, ma pian piano emerge una ben più triste realtà....



Il secondo romanzo della serie con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone tratta il tema - purtroppo sempre attuale- del femminicidio e della violenza sulle donne. Questo aggiunge un altro tassello alla personalità del nostro protagonista, a cui non si può negare una dose di maschilismo, ma anche una sua sensibilità ed empatia nell'affrontare certi problemi.
Sempre imprigionato nell'odiata Aosta (dove a marzo c'è ancora la neve), Rocco soffre per la lontananza da Roma e dalla combriccola di amici sgangherati, per i sottoposti e i superiori che lo fanno andare fuori dai gangheri ma sopratutto per l'assenza fisica dell'amata Marina, sempre presente però come "fantasma" che dialoga con il marito e gli fa compagnia: in questo romanzo veniamo a sapere che Rocco e Marina avevano deciso di trasferirsi in Provenza al momento della pensione, per finire i loro ultimi anni " come vecchi elefanti con le ossa al sole"...e Marina sprona Rocco a non abbandonare questo desiderio,a realizzarlo anche senza di lei, a non dimenticare di essere vivo.
Il caso su cui stavolta si trova ad investigare riguarda Ester Baudo, una benestante 35enne ritrovata impiccata in casa propria con la casa sottosopra; la donna- contrariamente a quanto inizialmente creduto- viveva in una prigione dorata dove l'aveva rinchiusa il marito Patrizio (che inizialmente sembrava un vedovo addolorato): non poteva lavorare, non poteva frequentare l'unica amica, la libraia Adalgisa con cui condivideva la passione per la letteratura, non poteva frequentare nemmeno il "caffè letterario" che Adalgisa organizzava nella sua libreria...la poveretta sottostava rassegnata a un amore malato e odioso, che purtroppo (come si scoprirà più avanti) arrivava di tanto in tanto anche alle botte. L'unico modo che aveva per uscire da questo mondo che odiava sempre di più era sfogarsi scrivendo una specie di romanzo-verità, che illuminerà Rocco su come si sono svolti veramente i fatti in casa Baudo. Tra una canna e gli alti e bassi della relazione con Nora, Rocco riuscirà ad entrare nella mente dei personaggi percependone abitudini e pensieri, risolvendo il caso e prendendo una decisione forse politicamente poco corretta, ma giusta dal punto di vista umano.
Il romanzo ha un buon ritmo, i tasselli si scoprono poco a poco invogliando il lettore a continuare per capire come sono andate le cose, con personaggi ben costruiti e un protagonista sanguigno e scorretto ma estremamente umano, e che per questo probabilmente attira le simpatie del pubblico. I dialoghi tra Rocco e Marina poi sono sempre le parti migliori, un vero amore spezzato dalla morte che che può andare oltre ad essa. A modo suo quindi, anche romantico.